Il dolore
Pianosa svela il suo tesoro subacqueo
Inaugurazione delle boe per le immersioni dei diving accreditati: potranno accedere solo sub con brevetto avanzato
PIANOSA. Un fondale ricco, integro. Salvaguardato per anni dalle incursioni dell’uomo. Una quantità di pesci rara, superiore rispetto alla maggior parte dei siti di immersione battuti dai sub. Stiamo parlando di Pianosa, un tesoro subacqueo che il Parco, in collaborazione con i diving accreditati, ha deciso di svelare, con tutte le cautele del caso e in via sperimentale. Stamani il Parco, assieme alla capitaneria di porto e alla Forestale inaugura le quattro boe che consentiranno ai diving la fruizione subacquea contingentata per la scoperta dei fondali proibiti di Pianosa.
Il tesoro torna disponibile. Regole stringenti, fruizione responsabile. Due concetti imprescindibili per la riapertura dei fondali di Pianosa al pubblico, con i diving autorizzati dal Parco che potranno, a partire da oggi, prenotarsi per visitare escursioni organizzate. Tuttavia, trattandosi di una sperimentazione, i clienti del nuovo campo boe dovranno essere selezionati con cura. «Per far parte di un gruppo di immersioni a Pianosa occorre avere un brevetto di sub avanzato – spiega Simone Innocenti, responsabile del Ced (Consorzio elbano diving) – e per tre componenti del gruppo sarà a disposizione una guida ambientale esperta. Si tratta di una sperimentazione, il Parco ha deciso di aprire i fondali, ma solo per chi è veramente esperto. Chi si immerge dovrà seguire un percorso obbligato, che sarà indicato da una guida esperta».
Anche per questo il Parco dà la possibilità di accreditamento solo a diving professionali elbani e non, che devono essere necessariamente registrati alla Camera di Commercio.
Quanto si paga. L’appassionato subacqueo ha a disposizione due strade per visitare il tesoro sommerso di Pianosa. Connettendosi al sito del Parco www.islepark.it è disponibile la lista dei centri diving autorizzati elbani e non, in alternativa le informazioni utili per prenotarsi sono reperibili sul sito del Ced, con i riferimenti dei 25 diving dell’isola. Ciascun centro diving autorizzato dovrà versare al Parco un abbonamento annuale al Parco di 500 euro e 25 euro a barca per ogni immersione. Costi che, uniti alla spesa importante per il trasferimento in barca (le distanze sono ovviamente maggiori rispetto ai principali siti di immersione dell’Elba), incidono sul prezzo complessivo delle immersioni. «Non so come si muoveranno i diving per le tariffe – spiega Simone Innocenti – ma considerato un programma con due immersioni e pranzo a bordo credo che il prezzo oscillerà tra le 100 e 120 euro a persona». Le prenotazioni avverranno tramite un sistema articolato, con gli utenti finali che si rivolgeranno ai diving, ma con il Parco che sarà l’unico gestore e responsabile del sistema di booking online e del calendario di immersioni.
La fruizione sperimentale è consentita al momento con quattro boe, due boe sono di sevizio riservate ai mezzi di soccorso e sorveglianza. Una quinta boa, situata nelle vicinanze di un delicato sito archeologico, sarà usata solo successivamente previo accordo con la competente soprintendenza archeologica che ne detterà le prescrizioni di utilizzo. Ciascun gruppo non potrà superare il numero di 12 subacquei escluse le guide e l’equoipaggio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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