Sicurezza
C’è un tesoro sommerso sui fondali di Capoliveri
Ispezioni a Punta Nera e Capo dei Ripalti con la nave della marina Galatea L’obiettivo è un censimento dei beni archeologici che si trovano in profondità
CAPOLIVERI. A caccia di tesori sommersi, di testimonianze, delle frequentazioni dell’isola nelle epoche antiche. È quanto si è proposto di dimostrare il ministero per i beni, le attività culturali e per il turismo (Mibact) con il progetto “ArcheoMar”, per la cui realizzazione si è appoggiati alla Marina Militare e all’università politecnica di Ancona.
L'attività è servita alla “catalogazione e alla documentazione” del patrimonio culturale subacqueo elbano, per una maggiore valorizzazione dei beni archeologici sommersi e una loro più sicura protezione. Le indagini dei fondali marini che si sono appena concluse sono state compiuti dalla unità idro- oceonagrafica della Marina Militare “Galatea” impiegata, soprattutto nell’ultimo periodo, tra Punta Nera e Capo dei Ripalti, in pratica nella costa a sud dell’Elba, nelle acque del Comune di Capoliveri. Le ricerche hanno rivelato dati interessati e siti archeologici e anche, fra l’altro, un relitto di aereo ammarato finito sui fondali della costa di Calamita nei decenni trascorsi.
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