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Italian Food lavorerà a pieno regime i pomodori locali
VENTURINA. Scongiurato il rischio chiusura dell’Italian Food. A fare chiarezza è il titolare, Pasquale Petti: «Italian Food – dice – lavorerà a pieno regime per la campagna del pomodoro fresco che è...
VENTURINA. Scongiurato il rischio chiusura dell’Italian Food.
A fare chiarezza è il titolare, Pasquale Petti: «Italian Food – dice – lavorerà a pieno regime per la campagna del pomodoro fresco che è alle porte, ed è stata sostenuta in questi ultimi mesi difficili solo coi fondi della famiglia Petti e grazie ad un finanziamento della Banca Cooperativa di Castagneto Carducci».
« Mi dispiace solo – aggiunge Petti – che le altre banche del territorio per il momento non hanno dimostrato la disponibilità che ci aspettavamo, come azienda fondamentale per la Val di Cornia, dal momento che assicuriamo lavoro stabile a più di 300 impiegati fin dal 1975».
«Con riconoscenza devo ringraziare – spiega Petti – l'amministrazione di Campiglia, l'assessore provinciale Pacini e l'assessore regionale Salvadori per la collaborazione e disponibilità, oltre quanto dovuto per la carica istituzionale. Ora lo stabilimento – ricorda – è in manutenzione come tutti gli anni prima di cominciare la lavorazione intensa del pomodoro fresco che quest'anno inizierà verso il 10 agosto e terminerà entro metà ottobre. La novità rilevante è che siamo pronti a ritirare tutto il pomodoro disponibile sul territorio toscano ed agli agricoltori più fedeli e precisi nei conferimenti verrà riconosciuto un premio a fine campagna. Siamo fin d ora disponibili ad essere contattati da tutti i soggetti conferenti il pomodoro fresco per definire accordi di consegna e modalità di pagamento».
Antonio e Pasquale Petti si dichiarano disponibili «a fornire tutti gli aiuti economici ed organizzativi necessari agli agricoltori e a tutti i soggetti che collaborano con l'azienda, in particolar modo per i trasporti ed i servizi. Questo soprattutto per tentare di riequilibrare un settore come quello del pomodoro da industria che riveste una componente fondamentale per l economia agricola della Regione». «La speranza più grande? – conclude Pasquale Petti – La riponiamo nei gruppi della grande distribuzione, Coop e Conad affinché ci venga concesso di fare le produzioni anche a loro marchio».
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