Sicurezza
A spasso nella storia col nuovo museo
Al Castello la città medievale con le maioliche di Sant’Antimo
PIOMBINO. Mesi di progettazioni e di lavori e finalmente - oggi alle 18 - il Castello ritorna ai cittadini.
Ma sarà non più lo stesso Castello che i cittadini sono stati abituati a vedere da dodici anni a questa parte, da quando cioè nel 2001 fu terminato il primo grande restauro. Il termine tecnico è «rimodulazione», e con essa s’intende una riorganizzazione globale dell’interno della struttura ai fini di uno spazio espositivo più moderno e razionale. Con uno scopo principale: trovare una postazione d’eccellenza per le ceramiche che furono trovate nella Chiesa di Sant’Antimo ai Canali nel 2003. Il nuovo allestimento non è stata cosa da poco, dunque, tant’è che da ora in poi l’intera sede si chiamerà «Museo del Castello e delle Ceramiche Medievali di Piombino». Le operazioni sono state curate da Giovanna Bianchi (dipartimento di archeologia e storia delle arti dell’Università di Siena) con la collaborazione dei progettisti Giuseppe Bartolini e Simonetta Fiamminghi. Grazie alla nuova disposizione, il Castello non sarà più semplicemente il museo di se stesso (con i vecchi pannelli che ne raccontavano l’evoluzione del tempo), ma racconterà la storia della Piombino medievale. Il percorso sarà disegnato attraverso un nastro rosso su cui si distendono ricostruzioni, testi, reperti, dispositivi interattivi, immagini, video e suoni.
Tutto per rendere più comprensibili anche i lavori di scavo archeologico che, nella volta dell’abside della Chiesa di Sant’Antimo sopra ai Canali,portarono al rinvenimento di circa 600 ceramiche: oggetti per lo più di uso comune, specie in cucina, ma di grande varietà per quanto riguarda la provenienza data la tipologia delle opere, che spazia dalle maioliche arcaiche pisane alle ceramiche di Savona, fino a ceramiche di importazione da varie parti del Mediterraneo.
Un complesso di opere, in sostanza, che renderà il museo del Castello di Piombino uno dei più significativi del territorio nazionale, almeno per quanto riguarda il periodo in cui si situano le ceramiche, che risalgono tutte alla prima metà del Duecento. All’inaugurazione interverranno il sindaco Gianni Anselmi, l’assessore alla cultura Ovidio Dell’Omodarme, Fabio Serini, Fondazione Cassa di Risparmio di Livorno, il presidente della Parchi Val di Cornia Luca Sbrilli, Giovanna Bianchi, direttrice scientifica del progetto, e i due progettisti Bartolini e Fiamminghi. Inoltre, fino circa alle 20,30, sarà presente anche Paolo Scardigli, che da trent’anni lavora la ceramica al tornio a Montelupo Fiorentino (dove insegna presso una scuola di ceramica) e che mostrerà ai visitatori le tecniche di questa lavorazione all’interno del nuovo spazio didattico del museo. Dopo la cerimonia di inaugurazione il museo resterà aperto gratuitamente fino alle 23. Nei giorni successivi (fino al 31 agosto), invece, l’orario d’apertura sarà da martedì a domenica dalle 10 alle 18 (il venerdì dalle 15 alle 23). Tutte le informazioni e le prenotazioni possono essere reperite presso la Parchi Val di Cornia al numero telefonico 0565-226445 (fax 0565-226521). L’inaugurazione del Castello è stata realizzata dall’assessorato alla cultura e dalla Parchi Val di Cornia anche grazie al contributo di Avt.
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