La manifestazione
Rissa in discoteca, arrestati due giovani
VENTURINA. I carabinieri della Stazione di Venturina, in collaborazione con i colleghi di Riccione, hanno arrestato due persone residenti a Venturina dopo una violenta aggressione accaduta a febbraio...
VENTURINA. I carabinieri della Stazione di Venturina, in collaborazione con i colleghi di Riccione, hanno arrestato due persone residenti a Venturina dopo una violenta aggressione accaduta a febbraio in una discoteca di Misano Adriatico.
Le indagine effettuate dai carabinieri della compagnia di Riccione hanno accertato che quella notte, verso le 2.00, il ragazzo rimasto ferito, insieme ad un amico e alla sua ragazza, si trovavano presso la pizzeria-bar del locale per consumare uno spuntino prima di ritornare a ballare. Proprio durante l’attesa per la fila, sono stati investiti da un gruppo di ragazzi che, spintonandosi a vicenda, hanno urtato la ragazza della persona offesa, rovesciandole il drink sul vestito. Da qui il richiamo a fare più attenzione da parte dell’amico della coppia. Per tutta risposta uno di loro ha aggredito con un violento pugno al volto il fidanzato della giovane.
La questione sembrava essersi risolta con l’intervento del personale della sicurezza che ha diviso le parti e allontanato l’aggressore. Invece, qualche minuto dopo, quest’ultimo è rientrato, accompagnato da un gruppo di ragazzi che si è avventato contro la coppia che nel frattempo aveva raggiunto il guardaroba per ritirare gli effetti personali e andarsene. Ne è nata una rissa a cui è seguito l’intervento dei militari. La successiva attività d’indagine ha permesso di giungere all’identificazione degli aggressori e di cristallizzare il quadro che ha indotto l’autorità giudiziaria di emettere cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere. Le manette sono scattate nei confronti di tre persone del posto e due fratelli macedoni, di 22 e 23 anni, abitanti a Venturina, arrestati dai militari della stazione carabinieri per lesioni pluriaggravate in concorso. I due sono stati accompagnati nel carcere di Livorno.
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