Il Tirreno

Uccisa mentre fa jogging in un parco

di Cristiano Lozito

Anna-Lena Ulich, da anni residente col marito e il figlio a San Vincenzo, è stata strangolata in un sentiero vicino a Lubecca

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SAN VINCENZO. I podisti della domenica che l’hanno vista sdraiata a terra sul limitare di un parco molto frequentato dai jogger, che porta a Herrnburg, nella zona tra Lubecca e Rostock, hanno pensato a un malore e hanno tentato di soccorrerla: ma appena hanno toccato il corpo si sono accorti che quella donna era morta.

A uccidere Anna-Lena Ulich, 29 anni, tedesca di Lubecca, da tre anni abitante a San Vincenzo col marito Matteo Chesi e col figlioletto di 11 anni, non è stato un malore.

I segni che aveva sul collo sono stati giudicati dal medico legale chiaramente dovuti a un’azione violenta di compressione, uno strangolamento che ha finito di provocare la morte per asfissia: così la polizia ha subito aperto un’inchiesta per omicidio, mettendosi in cerca di testimoni.

Una tragedia che ha sconvolto la famiglia di Anna-Lena, che da qualche giorno era andata in Germania col figlio per andare a trovare i parenti.

Visite frequenti che la ragazza faceva alla famiglia, a Lubecca, città da 210mila abitanti, situata tra Amburgo e Rostock.

La notizia dell’omicidio ha avuto grande spazio su giornali e siti tedeschi, colpiti ovviamente non solo dalla giovane età della donna, ma anche dalle modalità dell’omicidio e dal luogo in cui è avvenuto, molto frequentato da chi fa jogging, tanto da far dar ritenere impensabile che di domenica mattina nessuno abbia visto qualcosa.

La ragazza era da qualche giorno a Lubecca e domenica mattina di buon’ora era uscita dicendo al padre che andava a fare un po’ di jogging.

Per correre ha scelto la strada che porta a Herrnburg, lontana da Lubecca poco meno di sei chilometri, un parco con un suggestivo tratto boschivo che si conclude su un sentiero sabbioso.

Secondo la ricostruzione fatta dalla polizia il corpo è stato trovato da altri podisti alla fine del bosco intorno alle 11,30, ma la ragazza non aveva documenti ed è stata identificata poche ore dopo, quando il padre non vedendola tornare ha dato l’allarme.

Dopo aver isolato la zona dove è stato trovato il cadavere, gli agenti hanno cercato tracce e impronte, poi hanno diramato un comunicato a tutti i siti e i giornali della zona, in cui si descriveva la ragazza e soprattutto quel che indossava, una paio di pantaloni da jogging scuri con delle strisce laterali, una canotta celeste, un paio di scarpe da tennis chiare marca Puma.

Tutti dettagli che la polizia ha diffuso nella speranza che qualcuno abbia visto la ragazza durante il percorso fatto da casa fino al luogo in cui ha trovato la morte. E magari abbia notato se qualcuno l’ha avvicinata mentre faceva la sua corsa verso Herrnburg.

Le speranze di trovare chi ha ucciso la giovane infatti al momento sono affidate quasi unicamente alla speranza che spunti qualche testimone in grado di dare impulso a indagini che sembrano molto complicate proprio perché per ora nessuno si è presentato alla polizia.

Nelle prossime ore si dovrebbe svolgere l’autopsia che comunque difficilmente potrà dare indicazioni importanti o in ogni caso diverse da quelle già rilevate dal medico legale durante l’ispezione esterna del cadavere.

Naturalmente le indagini sono coperte dal massimo riserbo e quindi è possibile pure che gli agenti lavorino su tracce e impronte trovate sul luogoe del delitto.

Ma anche nella giornata di ieri sui siti on-line dei giornali locali la polizia ha ripetuto l’appello a farsi avanti a possibili testimoni, se non del delitto, almeno della fase immediatamente precedente.

Un incontro casuale sulla strada battuta dai jogger della domenica, al confine tra il distretto di Lubecca e quello di Rostock, che probabilmente è costato la vita ad Anna-Lena Ulich.

Appresa la notizia il marito Matteo Chesi, ingegnere piombinese da qualche anno abitante a San Vincenzo, è subito partito per Lubecca, seguito poi dai genitori Stefano e Giovanna.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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