Sicurezza
“Pensioni sbagliate”, SuperInps fa le verifiche
Soppresso l’Inpdap i dipendenti pubblici finiscono nel mirino del nuovo ente Una megabanca dati per verificare eventuali errori nel calcolo degli importi
PIOMBINO. “Pensioni sbagliate", con la nascita di una banca dati gestita dalla SuperInps nel mirino finiscono gli assegni degli statali. Capita che Comuni, Province, scuole e altri soggetti pubblici compiano degli errori di calcolo al momento di comunicare all’ente previdenziale (Inpdap) periodi lavorativi e contributi versati da un loro dipendente. Errori corretti solo a distanza di anni.
Una ex insegnante, ad esempio, si è vista decurtare la rendita di oltre 300 euro e chiedere la restituzione di 6mila euro che, a quanto pare, le erano stati erogati impropriamente. Altre situazioni simili sono registrate in tutta la provincia ogni volta che l’ente pubblico fa male i calcoli e manda in pensione troppo presto. Per poi scoprire l’errore e rivalersi sul malcapitato. «Sporadici errori - si dirà - Ne capita uno su diecimila». E in effetti fino a oggi è stato così. Ora però la musica cambia e di incongruenze nel calcolo delle pensioni degli ex dipendenti pubblici della Val di Cornia (e non solo) potrebbero uscirne fuori decine. Perchè arriva SuperInps. Colpa (o merito) della riforma Monti e del decreto "Salva Italia" che dal gennaio 2012 ha sancito la creazione di un superente previdenziale: Inps, in pratica, ha inglobato Inpdap (dipendenti pubblici) e Enpals (sport e spettacolo) e ora gestirà direttamente l'erogazione delle pensioni. La novità in provincia di Livorno ha già sortito i primi effetti: dal 1° aprile, in via sperimentale, i dipendenti dei due istituti minori hanno trasferito archivi e bagagli nella sede della direzione provinciale di Inps. Questi cambiamenti toccheranno da vicino anche i lavoratori del pubblico impiego. E non è detto che siano “buone nuove”: «Inpdap non ha mai avuto una vera e propria banca dati delle posizioni assicurative e retributive - spiega Sergio Bavone, direttore del patronato Inca di Livorno - Di solito infatti era l'ente pubblico a fare i conteggi e a comunicare all'ente previdenziale che il lavoratore poteva andare in pensione e con quale importo. Non a caso si chiamano "pensioni provvisorie": prima che Inpdap trovi il tempo di fare le verifiche passano anni. Poi, dopo tanto si scopre che c’erano errori».
È il caso, ad esempio della ex insegnante che si è rivolta alla Corte dei conti perché riteneva ingiusta la decurtazione dell'assegno che Inpdap le imponeva dopo anni. «La Corte ha sentenziato che dopo un triennio non si possono più operare richieste di questo tipo – spiega Bavone – Ma questa è una sentenza, non una legge per cui immagino che in caso di nuove incongruenze si dovrà aprire una vertenza». E di nuovi casi, avverte Bavone, ce ne potrebbero essere molti perché con la creazione della SuperInps dovrebbe nascere anche quella banca dati che Inpdap non ha mai avuto. Rilevare errori e incongruenze a quel punto diventerà assai più semplice. «È uno dei rischi che si corre con questo accorpamento – spiega Bavone – Tra l'altro, ora i dipendenti pubblici dovranno obbligatoriamente rivolgersi ai patronati per chiedere la pensione: le domande potranno essere inviate ad Inps solo ed esclusivamente per via telematica. È stato soppressa la comunicazione da parte degli enti in cui il dipendente lavora proprio per evitare problemi. Per questo invitiamo i cittadini a verificare la propria posizione presso gli sportelli, in modo da non avere brutte sorprese».
Gianni Parrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
