Finanza
Ex dirigenti Pd: no al percorso partecipativo
Il partito sanvincenzino non trova pace, dura polemica con Enzo Chioini
SAN VINCENZO. Ancora polemiche nel Pd sanvincenzino.
Stavolta lo scontro si concentra sul percorso partecipativo, affidato dal partito a Sociolab (per 3mila euro di spesa), al fine di redigere un programma al quale dovranno attenersi i candidati sindaco alle prossime primarie pre-amministrative del 2014.
A scagliarsi contro tale scelta sono sei ex membri del direttivo locale (dimessisi recentemente).
Nell’elenco delle firme ci sono Paolo Foti, Riccardo Giommetti, Leonardo Stefanelli, Walter Cappelli, Elena Cianchetta e Simone Camerini.
«Ancora una volta – dicono i sei – rimaniamo esterrefatti dalle decisioni prese dal Pd locale, e non capiamo come un lavoro che deve avvicinare i cittadini ai suoi rappresentanti possa essere fatto da una società esterna»
« Non condividiamo la scelta – proseguono – fatta a quanto pare per superare quelle vecchie logiche della politica che hanno creato la situazione attuale sul nostro territorio».
«Siamo d’accordo, però, che serva aria nuova, che dobbiamo parlare di programmi prima che di persone; ma finché non vi sarà una vera ventata nella segreteria che cambi i volti della classe dirigente, ogni proposta non può essere credibile al 100%».
I sei parlano di «scaricabarile» del partito nei confronti dell’amministrazione ed attaccano Enzo Chioini, da loro considerato alla stregua di leader del Pd locale pur senza esserlo.
«Lo scaricabarile – scendono nel particolare col documento – non funziona con tutti. Ora si scaricano le colpe delle cattive condotte sull’amministrazione, come se fosse la causa di tutti i mali, ma così non è».
« Dov’era il partito – si precisa – quando l’amministrazione comunale di San Vincenzo ha avuto bisogno?».
«Dov’era quando poteva e doveva eventualmente riportare la maggioranza sui giusti binari?» ci si domanda.
«Le responsabilità devono essere condivise, non si può lavarsene le mani, dire tutto e niente e sperare che la gente non ricordi il passato».
« L’amministrazione – confermano – ha fatto i suoi errori, ma allo stesso tempo il partito si è dimenticato una parte del proprio ruolo».
«La difficoltà che il Pd ha avuto nel confronto interno si è palesata con le dimissioni degli ultimi mesi, tutte sofferte, date con rammarico e delusione».
«Un partito che si lascia sfuggire il futuro dalle mani è miope e poco intelligente».
« Per redigere un programma di legislatura è necessario il contatto diretto con la gente (non attraverso una società terza, senza metterci la faccia!) per capire i bisogni dei cittadini, un po’ di buon senso, rottura con il passato e un’immagine chiara del paese per i prossimi anni».
« Tutte cose che un partito dovrebbe capire e fare se funzionasse a dovere. Le dichiarazioni rilasciate dall’ormai leader Chioini lasciano intravedere poche e confuse idee».
« In verità – concludono – le idee ci sono e ci piacerebbe sapere a cosa porteranno».
Paolo Federighi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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