Il Tirreno

Porto, ok della Regione al nuovo piano regolatore

Porto, ok della Regione al nuovo piano regolatore

Un progetto di espansione che apre prospettive sia all’industria che al turismo Forte accelerazione ai lavori con i finanziamenti del “decreto Piombino”

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PIOMBINO. La Regione si appresta ad apporre il sigillo definitivo sul piano regolatore del porto di Piombino. Ieri il piano è stato infatti approvato dalla giunta e in tempi rapidi sarà posto all’esame del Consiglio.

È l’ultimo atto necessario anche per sbloccare gli interventi previsti dal cosìddetto decreto Piombino per la riqualificazione ed il rilancio dell’area industriale, per la cui attuazione è in corso la definizione di un accordo di programma con il quale si prevede di sbloccare un investimento di 110 milioni per le opere portuali e 50 per la bretella di collegamento con la futura autostrada tirrenica.

Il piano regolatore del porto, frutto di un accordo del 2009 che aveva anticipato l’attuazione del piano strutturale del Comune di Piombino, aveva già ricevuto il parere favorevole del Consiglio superiore dei lavori pubblici e della commissione nazionale per la valutazione dell’impatto ambientale. Nel periodo delle sua efficacia (12 anni) prevede un consistente sviluppo. La lunghezza delle banchine passerà dagli attuali 2.300 metri a 5.700, le aree per piazzali da 300mila mq a un milione e 100mila, la profondità dei fondali dagli 8 ai 13 metri della banchina Pecoraro ai 13-15, con un canale di accesso al nuovo molo Nord di 20 metri.

«Il nuovo piano regolatore – ha commentato ieri il presidente delle Regione Rossi (che è anche il commissario per l’attuazione delle opere previste dal decreto Piombino) – definisce il profilo di un porto moderno e più efficiente. La sua approvazione è un altro passo verso uno degli obiettivi strategici per il rilancio, non solo dell’economia di Piombino e del suo territorio, ma dell’intera Toscana».

È la sempre la Regione a sottolineare come il Prp pone e condizioni per superare le criticità che penalizzano il porto: accessibilità ferroviaria e stradale, carenza di accosti e scarsa profondità dei fondali.«Il porto – si afferma – viene ridisegnato, ampliato e riordinato grazie ad una operazione che separa merci e passeggeri, l’area industriale e commerciale dalla attività turistica e crocieristica, consentendo lo sviluppo dei traffici».

Il decreto sull’area di crisi consentirà un forte anticipo sulla realizzazione di una parte importante delle per previste dal Prp. L’investimento che sarà sbloccato, subito dopo la firma dell’accordo di programma, consentirà infatti di realizzare il molo Nord per una lunghezza di 1.100 metri, un piazzale di circa 8 ettari ed il canale dai accosto a -20 metri. Tutto questo potrebbe consentire di ospitare per lo smantellamento la Concordia, ammesso che le opere vengano completate entro la prossima primavera.

La realizzazione del nuovo molo potrebbe consentire, secondo il presidente Rossi, l’avvio di nuove attività nel settore delle demolizioni di navi. Nel contempo potrebbe essere un fattore di rafforzamento delle presenza industriale, che potrebbe sfruttare la possibilità di un accosto per navi da 200mila tonnellate.

Lo spostamento delle attività sulle nuove banchine consentirebbe inoltre di liberare la Pecoraro, che potrebbe essere messa a disposizione del settore delle crociere a servizio, come puntualizza Rossi, di tutta la Toscana meridionale.

Ovvia la soddisfazione del presidente dell Ap Luciano Guerrieri. «Gli adeguamenti programmati degli accosti, degli spazi di banchina dei fondali e la realizzazione di una accessibilità viaria e ferroviaria – sottolinea – potenzieranno le capacità di attrazione del nostro porto».

Giorgio Pasquinucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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