Sicurezza
In fila alla Sghinghetta per mangiare
PORTOFERRAIO. Il segno del malessere, in un’isola agognata sempre più come luogo ideale in cui trascorrere le vacanze, lo si vede ogni mattina, nello spazio antistante la canonica della chiesa della...
PORTOFERRAIO. Il segno del malessere, in un’isola agognata sempre più come luogo ideale in cui trascorrere le vacanze, lo si vede ogni mattina, nello spazio antistante la canonica della chiesa della Sghinghetta. I volontari della parrocchia distribuiscono il cibo fresco (si tratta di generi alimentari in procinto di scadere) ai cosiddetti nuovi poveri. «Sono sempre di più – ammette il parroco della Sghinghetta, don Gianni Mariani – I primi tempi venivano da noi molti extracomunitari che sono ospiti della nostra isola. Da alcune settimane a questa parte invece è in aumento la gente isolana». Tutto si svolge con discrezionalità. In prefetto clima caritatevole che non vuole far sapere alla mano destra ciò che fa la sinistra. In pratica i volontari si recano al momento dell’apertura dei supermercati portoferraiesi Coop e Conad ai magazzini dove i camion dei rifornimenti scaricano la merce, per recuperare quella che altrimenti sarebbe destinata agli inceneritori, perché invenduta sugli scaffali.
Si tratta di prodotti che hanno una scadenza e prima della data di consumazione sono sostituiti dal fresco. Sono generi alimentari che, anziché essere immessi nella catena che porta al macero, prendono la strada della solidarietà e sono offerti gratuitamente ai poveri della Città. Grazie all’iniziativa della Caritas parrocchiale. «Per fortuna – considera ancora il parroco – la generosità della gente esiste sempre; c’è bisogno però di volontari, di persone che siano sensibili a gesti solidali».
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