Sicurezza
Scritte e sporcizia nella nuova piazza Bovio
Primi segni di inciviltà: panchine imbrattate con pennarelli, chiazze di gelato e bibite sulle pietre
PIOMBINO. «Ma ci si può entrare col cane?». «Direi proprio di sì. Cartelli non ce ne sono, e con tutti i gabbiani e piccioni per aria non credo il problema sia un cane». Botta e risposta tra due piombinesi domenica mattina in piazza Bovio. A dieci giorni dall’inaugurazione che ha dato alla cittadinanza la nuova versione della preziosa terrazza sul mare, emergono opinioni, suggerimenti, critiche, riflessioni, soprattutto nell’ambito della conservazione della piazza.
Facendo un giro lungo il perimetro della naturale loggia piombinese, resa ancora più abbagliante dal sole di una mattina di piena estate, tracce di inciviltà, o semplicemente di distrazione frutto magari di una passeggiata in compagnia, sono già presenti dopo pochi giorni dalla riapertura.
I cestini ci sono, e si vedono bene; tuttavia vuoi una mira poco efficace, o ancora semplicemente una buona dose di disattenzione, bibite non finite, residui di gelato e quant’altro sono rimasti appiccicati sopra (non dentro) i contenitori dei rifiuti. In alcuni casi non bastano i cestini insudiciati, ma il bicchiere con il drink magari si rovescia lasciando per terra una bella chiazza.
O ancora, una pallina di gelato al gusto di cacao scivola inaspettatamente dal cono imbrattando la panchina. Anche la rosa dei venti, apprezzata da molti, in particolare dai bambini, porta già i segni di qualche macchia. Chiazze di diversa natura ed entità si notano qua e là lungo tutta la piazza, con esempi di maggiore concentrazione davanti al bar o, al contrario, nell’area del faro.
Proprio qui negli ultimissimi giorni, che poi sono anche i primissimi dall’inaugurazione della piazza, sono apparse anche tracce del passaggio di due innamorati: Elia e Mary ’87 che, il 5 luglio scorso, hanno pensato bene di immortalare il loro amore imbrattando una delle panchine di fronte al faro. La stessa torre di segnalazione non si è salvata dalle scritte, più o meno grandi, più o meno comprensibili.
«È’ bella questa piazza. Mi piace com’è venuta – afferma Mario Serri, il signore che poco prima aveva chiesto se poteva entrare con il cane – L’ho domandato pure a un vigile e sembra proprio che possa. Le scritte sulle panchine? È un lavorone. I giovani tirano fino a tardi, non sanno cosa fare e combinano questo».
«Vede laggiù, quel gazebo rosso – continua Serri, indicando la punta estrema dell’ex piazzale d’alaggio – L’abbiamo messo noi, una decina di pensionati che vanno al mare in quel punto. Ogni mattina dobbiamo ripulire dalle bottiglie rotte che i ragazzi lasciano la notte. Purtroppo servirebbe un carabiniere per ogni persona. Gaia, che ne dici, li mettiamo i soldi per guardare l’Elba?».
Gaia, la cagnolina del signor Serri, guarda con curiosità il padrone di fronte al binocolo sistemato in cima alla piazza, vittima – pure lui, ma adesso ripulito – dell’inciviltà di chi aveva attaccato su una lente, giorni fa, una gomma da masticare.
Un altro gruppetto di pensionati dà parere positivo sulla piazza: «Ottima, forse un po’ troppo bianca, ti spacca gli occhi», sostiene il 71enne Rolando Chellini. «Non ti preoccupare che fa presto a diventare scura, tra lo spolverino e le biciclette che ci passano», replica Tommaso Poggetti, 73 anni. «Questa piazza va autogestita – riprende Chellini – Non è possibile avere un vigile a ogni metro, e quindi siamo noi a dover controllare e, nel caso, riprendere chi fa qualcosa di sbagliato. Altrimenti ci mette poco piazza Bovio a tornare com’era prima».
Anche se presto arriveranno le telecamere per sorvegliare sulla terrazza piombinese, per i residenti i primi a vigilare dovrebbero essere proprio i cittadini, «perché siamo noi a viverla ogni giorni questa piazza». E per lo sporco e le scritte sulle panchine? «Almeno scrivessero qualcosa di intelligente – scherza Chellini – Io mi sono calato diverse volte per pulire la scarpata, e quando vedo qualcuno che butta una bottiglia o una cartaccia di sotto mi va il sangue al cervello».
«Una volta però non succedeva – interviene Otello Carbonari, 90enne romano – Mussolini avrà anche sbagliato, ma qualcosa di giusto l’ha fatta». «Eh, cosa tiri in ballo Mussolini te e le cose di cent’anni fa», replicano gli altri due. «Ora lo vedi piuttosto cosa succede quando faranno il festival estivo – dice Poggetti – I mezzi, muletti e camion, arriveranno su tutta la piazza, qualcuno perderà olio e chiazze da tutte le parti».
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