Attenzione
Via ai saldi, la partenza è senza squilli
I negozi semideserti confermano la crisi profonda: un po’ di movimento solo dove sono in vendita oggetti a basso prezzo
PIOMBINO. I saldi alla partenza non illuminano il cielo del commercio cittadino. Sono circa le undici e mezzo, l’ora di punta nel centro. Corso Italia è un andirivieni diradato.
C’è qualche turista, ma la maggior parte sono piombinesi. In diversi hanno per mano un sacchetto che indica un acquisto recente.
Provenienza: Oviesse, Carpisa, Tezenis, Golden Point, Intimissimi, per farla breve, i negozi in franchising.
È come dopo Natale, dicono i commercianti: arrivano i saldi e il beneficio è tutto di quegli esercizi che già durante il normale corso dell’anno vendono i loro articoli a prezzi molto bassi o comunque accessibili alla media degli acquirenti. Stavolta, però, il clima che si respira è diverso.
Alla preoccupazione è subentrata la rabbia. O almeno una forte desolazione. «Come si fa a parlare di saldi di fine stagione quando l’estate è cominciata da dieci giorni ed è caldo davvero solamente da due? – si chiede Franco Pizzi, titolare del negozio omonimo – E infatti stamani non si è visto meno di nessuno». Eppure di persone in giro qualcuna ce n’è. «Il commercio è in crisi profonda – prosegue Pizzi – Ma la televisione, per esempio, non ci aiuta. Partono i saldi e subito il messaggio è “occhio all’inghippo”. Oppure vale l’equazione “commerciante uguale ladro”. Ma quale inghippo, quali ladri. Questi bisognerebbe chiamarli “saldi per onorare i pagamenti”, altroché».
Qualche settore, però, sembra cavarsela meglio degli altri, specie se la necessità è in primo piano. Uno, per esempio, è quello delle calzature. «Noi abbiamo visto un buon movimento – dicono al negozio Giovannetti di via Lombroso – Del resto la scarpa è un articolo di cui non si può fare a meno. Speriamo di poter continuare secondo questo flusso». Sopra la media - così come era stato anche Natale - ci sono anche i negozi di abbigliamento per bambini, da un lato per il fatto che i bimbi crescono di continuo, dall’altro per quello che se è necessario un sacrificio sulla spesa di casa, meglio riservarlo agli adulti piuttosto che ai piccoli.
«Beh, il negozio pieno di gente non l’abbiamo mai avuto – spiegano da Benetton 0- 12 -– Però, diciamo, un certo via vai a partire da questa mattina presto, sì, quello lo abbiamo visto». Per qualcuno proprio il fattore orario ha condizionato l’andamento dei saldi nelle loro primissime ore di partenza. «Abbiamo visto qualche cliente questa mattina, appena abbiamo aperto – dicono da Glamour, in via Lombroso – poi verso le undici il flusso si è diradato molto, forse perché quella è l’ora in cui le persone vanno a fare la spesa, e forse anche perché tutti noi saremo aperti anche stasera. Diciamo che in genere la nostra clientela arriva nei giorni successivi all’inizio dei saldi: all’inizio le persone sono disorientate, guardano tanto, e aspettano prima di scegliere».
Da Corso 41 si sostiene quasi il contrario: «Siamo partiti lentamente – dicono – ma adesso la situazione sta migliorando e stiamo assistendo a un buon flusso». E poi l’assetto organizzativo. Per qualcuno le cose non sono andate propriamente come sarebbero dovute. La tensione in giro potrebbe dipendere pure da quello. «I saldi vanno fatti – spiega ad esempio il titolare del negozio Carnevali – ma a patti che si rispettino le regole. Chi bara deve essere scoperto subito», e il sospetto è che il riferimento sia a chi non ha esitato ad anticipare l’inizio degli sconti e per di più si sia fatto anche pubblicità sui social network. Poi c’è chi vede le cose andare bene punto e basta. «C’è movimento, tutto è a posto e le cose vanno bene» affermano da Cargo, ancora in via Lombroso, e allora la speranza diventa quella che - in fondo - i saldi veri, un po’ per tutti, debbano ancora cominciare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
