Il Tirreno

Cemento senza il canile «Ci hanno preso in giro»

di Luca Centini

Animalisti sconcertati per l’epilogo della vicenda del ricovero di Colle Reciso Tozzi: «Non sapevamo niente dell’operazione edilizia che è stata messa in piedi»

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CAPOLIVERI. «Guarda che dei risvolti urbanistici eravamo completamente all’oscuro. Lottavamo per avere il canile e invece...».

Andrea Tozzi è uno dei responsabili dei “Ragazzi del canile”, per anni in prima linea a chiedere la realizzazione di una struttura di ricovero per gli animali. Una necessità in un’isola che - cifre alla mano - convive con il fenomeno crescente del randagismo. Soprattutto nei primi anni del 2000 la protesta dei “Ragazzi del canile” ha raggiunto i suoi picchi, in seguito alla chiusura del vecchio canile. Una lotta serrata, con tanto di manifestazioni e “blitz” nel consiglio comunale di Capoliveri che si è protratta per anni. Con un unico obiettivo: accelerare le procedure per il progetto del canile di Colle Reciso, partorito dalla Comunità montana, poi finito nelle mani dell’Unione dei Comuni e arenatosi di fronte ai contrasti tra le istituzioni locali. La ferita del cemento su Colle delle Vacche, compensazione ottenuta dall’agricola Beta in cambio della cessione al Comune di Capoliveri dei terreni e dei volumi su cui far sorgere il canile, è una beffa aggiuntiva. L’ultimo, amaro, capitolo di una vicenda che ha avuto un percorso travagliato. In primo luogo per chi, proprio sulla realizzazione del canile, ha investito molto.

«Le palazzine? Non sapevamo niente – racconta Andrea Tozzi dei Ragazzi del canile – ci era stato detto della cessione alla società Beta di alcuni volumi che sarebbero stati spostati in un’altra area. Tutto qua, di certo non eravamo al corrente dell’operazione che è stata messa in piedi. E non era una cosa di cui dovevamo essere messi a conoscenza: come associazione eravamo interessati al progetto, alla struttura e alle sue caratteristiche». Eppure è stato lo stesso sindaco Ruggero Barbetti a tirare in ballo l’associazione, attribuendo alle forti pressioni legate alla realizzazione - solo tentata - del canile un ostacolo per la sospensione dell’iter urbanistico che ha portato alla costruzione delle tre palazzine nella pancia di Colle delle Vacche. «Mi sorprende che Barbetti chieda perché non interveniamo – racconta Tozzi – non spetta certo a noi commentare le vicende urbanistiche degli ultimi giorni. Ciò che a noi interessa è solo il canile mai realizzato». Un canile per il quale la Regione Toscana verso perfino un contributo, il 14 maggio del 2005, da 135mila euro. I soldi sarebbero serviti per sostenere il mutuo. Ai fondi della Regione si aggiunsero 100mila euro dal Ministero della Salute. Ma, a distanza di otto anni, la Regione ha ritirato quello stesso finanziamento perché i Comuni non hanno portato avanti il progetto. Barbetti ha sempre detto che il Comune di Capoliveri non era nelle condizioni di poter sostenere da solo il peso del mutuo, che avrebbe bloccato il bilancio. Peria, lo scorso marzo, rispose seccamente dicendo che «il problema sarebbe superabile, con i Comuni che potrebbero suddividersi i costi».

La realtà, secondo i Ragazzi del Canile, è che l’amministrazione Barbetti non abbia mai voluto davvero costruire la struttura. «I procedimenti, tutti i passaggi amministrativi che riguardavano il canile sono andati avanti con tempi biblici. Alla fine non se ne è fatto di niente – racconta Andrea Tozzi – se ci sentiamo presi in giro? Questa vicenda non ha beffato solo la nostra associazione ambientalista, ma tutta la collettività elbana».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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