Proteste
Accessi al mare, siamo ancora all’anno zero
Il Comune ha in mano un progetto da mezzo milione, ma nessuno degli interventi è decollato nei tempi previsti
PIOMBINO. Mezzo milione di euro era quanto il Comune prevedeva di spendere per il piano di sistemazione degli accessi al mare nella costa urbana. L’annuncio del completamento della progettazione era stato dato dal sindaco Anselmi nel marzo di quest’anno. L’incarico, affidato all’architetto Mirko Agostini di Venturina, risaliva tuttavia al luglio del 2011.
L’estate comincia a farsi sentire con tutta la sua voglia di mare, ma di tutto questo non c’è traccia, se si esclude il sentiero realizzato in via Amendola in concomitanza con la realizzazione del centro turistico privato. Eppure, aveva dichiarato l’assessore ai lavori pubblici Lido Francini, sempre nel marzo scorso, almeno su tre aree (ex Macelli, Calamoresca e via Amendola), i lavori avrebbero dovuto essere terminati nel giugno scorso.
Altro che scala in Cor-ten (un metallo che non si corrode) che era stata promessa. Agli ex Macelli ieri abbiamo trovato la stessa situazione di dieci anni fa: vegetazione allo stato selvaggio, scale irregolari sistemate alla meglio, sversamento di liquami per fortuna contenuto, segni di frane. «Siamo pronti ad intervenire – conferma Francini – ma non abbiamo ritenuto opportuno avviare il lavori per non danneggiare i bagnanti». Frequentazioni che si contano sulle dita di una mano, in realtà, perché nonostante il mare limpido e la spiaggia sassosa ma gradevole, gli ex Macelli restano sconosciuti persino a gran parte dei piombinesi.
Sufficientemente accessibile la spiaggia sotto il cimitero. Ma se ci spostiamo un po’, in un altro dei punti interessati al piano, la spiaggetta sotto Bernardini, inaccessibilità è ancora totale a causa delle frana. «Qui non siamo intervenuti – spiega ancora l’assessore Francini – perché dobbiamo rivedere il progetto in relazione al nuovo parcheggio previsto nelle vicinanze ».
Ancora impossibile la possibilità di accesso alla spiaggia sotto il convento dei Frati. Sono anni che la scalinata è crollata. Chi scende lo fa a suo pericolo, ma sono ben pochi i temerari. Eppure anche da lassù il mare appare cristallino, e, dall’alto del piccolo piazzale dei Bastioni, il colpo d’occhio sul Canale stupendo.
Anche sotto i Frati però è tutto rimandato ai primi interventi previsti per la messa in sicurezza della Frana. La stesso situazioni si ritrova al Canaletto. «Ci porremo il problema non appena avremo sistemato la frana», avverte Francini.
Continuiamo a camminare tra le transenne e alti cespugli lasciati a se stessi fino a Calamoresca. I segni della frana sono evidenti su tutto il piazzale. L’acceso la spiaggia è tra i più agevoli. Ma il Comune aveva comunque in programma un intervento di miglioramento. «Il progetto è stato bloccato dalla Sovrintendenza», spiega però ancora Lido Francini.
Il risultato è che di quel mezzo milione l’unica parte spesa è quella relativa alla progettazione. Per il resto, tutti gli interventi già inseriti per il 2012 nel piano triennale delle opere pubbliche, sono stati confermate in quello successivo.
Dovrà dunque passare un’altra estate prima di vedere un accenno di inizio dei lavori. Eppure il recupero delle spiagge urbane è un cavallo di battaglia dei programmi elettorali di quasi tutti i partiti. I piombinesi intanto, sui social network, continuano a sognare percorsi, simili alla “via dell’amore” delle Cinque Terre, tra i Frati e via Amendola. Anche questa era una promessa del piano della costa presentato anni fa al Rivellino. Ma lo stato dell’arte riporta tutti alla realtà.
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