Lutto
«Peria, non ci incanti» Minoranza in rivolta sul decoro urbano
I consiglieri Marini e Bertucci replicano al sindaco che ha rivendicato l’impegno contro il degrado in città
PORTOFERRAIO. «In nove anni abbiamo restaurato e salvato i luoghi simbolo di Portoferraio». La frase del sindaco Roberto Peria, che si è così difeso dagli attacchi delle opposizioni sul degrado cittadino, in Comune ha alzato il livello dello scontro fra maggioranza e minoranza.
«Sembra incredibile, ma Peria continua a non volersi arrendere neanche di fronte all'evidente e colossale disastro causato dalla sua amministrazione. Tutti ci dicono che una città in queste condizioni non l’avevano mai vista. Evidentemente tutti tranne la maggioranza».
È il commento lapidario del capogruppo della lista Gente Comune, Roberto Marini, che attacca: «Il gioco dello scarica barile non paga. Poco ci interessa del dissesto in cui versa la Provincia (sulla quale Peria ha puntato il dito per la mancata manutenzione delle strade extraurbane ndr). A noi sta a cuore la nostra città e il suo decoro. La colpa è in primis di chi governa. Alle denunce era meglio rispondere con i fatti. Non con un’autocelebrazione così poco utile e in questo momento poco opportuna, dato che il degrado c’è anche nelle aree di competenza del Comune». A rincarare la dose ci pensa il consigliere del Pdl Adalberto Bertucci, anch’egli poco tenero con Peria.
«Se il sindaco ci lascia una Portoferraio migliore di nove anni fa io sono allibito, esterrefatto e anche un po’ sconcertato – dice l’ex assessore della giunta Ageno –. Nel capoluogo ci sono più vetrine e negozi chiusi di quanti ce ne fossero nel 2004 in tutta l’Elba. Non è solo colpa della crisi – continua Bertucci – ma anche dell’amministrazione Peria che ha fatto scappare la gente dal cuore della città». Il consigliere commenta le ultime opere edilizie realizzate dal Comune. «A Forte Falcone è stato fatto un buon lavoro, ma la nuova Porta a Terra era da fare prima: il restyling è iniziato solo quest’anno dato che è diventata un problema per la sicurezza. In piazza Gramsci – continua Bertucci – l’amministrazione ha ritardato per qualche anno i lavori, perché indecisa se usare il marmo elbano o quello sardo, non certo per il volere di chi amministrava dal 1999 al 2004. Comunque, se il risultato finale è quello che tutti vedono, non mi sembrava il caso di esultare tanto». Bertucci, nella parte finale della sua lettera, si rivolge direttamente a Peria con un consiglio ironico. «La sera quando esci dal Comune guardati intorno e alza la testa – scrive l’esponente del Pdl –: potresti riuscire a evitare i calcinacci del balcone della Biscotteria o le stecche di qualche persiana cadente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google