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Mola, decisione rinviata per la maxi diga

Mola, decisione rinviata per la maxi diga

La Provincia rimanda la chiusura delle procedure a settembre. Legambiente: «Ora si faccia un passo indietro»

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CAPOLIVERI. Tutto rinviato. La procedura di Via (Valutazione di impatto ambientale) per la maxi diga frangiflutti che la Sales intende realizzare nel golfo di Mola non sarà portata a termine prima del prossimo 3 settembre. La decisione è stata assunta dalla Provincia di Livorno, in seguito alla conferenza dei servizi che si è tenuta giovedì mattina nel capoluogo di provincia, a cui hanno partecipato rappresentanti del Comune di Capoliveri, dove ricade territorialmente l’intervento, e del Comune di Porto Azzurro. La decisione, si legge nella delibera emessa dalla Provincia, è stata sospesa dopo aver «preso atto dei pareri pervenuti e degli interventi esposti in conferenza dei servizi, da cui è emersa un’impossibilità di una determinazione conclusiva del procedimento».

Il progetto al centro della conferenza dei servizi è quello presentato dal Cantiere navale Golfo di Mola, società legata alla Sales, con cui si prevede di realizzare un molo lungo circa 2000 metri e con una basa a mare di 40 metri di larghezza. Già nel febbraio 2012, durante la prima conferenza dei servizi, gli enti interessati avevano chiesto alla società delle integrazioni alla documentazione presentata. Il nodo sta tutto nell’impatto che l’intervento potrebbe avere sull’equilibrio del golfo di Mola. Intervento che, fin da subito, è risultato troppo pesante per l’associazione ambientalista Legambiente che ha presentato a riguardo osservazioni formali. A distanza di mesi, evidentemente, i dubbi delle istituzioni presenti in conferenza dei servizi non sono stati chiariti del tutto, dal momento che la Provincia ha deciso di spostare i termini della procedura di Via al 3 settembre prossimo. «D’intesa con l’assessorato all’Ambiente – fa sapere l’assessore provinciale alla difesa delle coste Paolo Pacini – abbiamo ritenuto necessario allungare i tempi della decisione di altri 60 giorni, vista la delicatezza dell’intervento. In questo tempo aggiuntivo saranno condotti gli approfondimenti istruttori necessari e sarà compiuta una valutazione complessiva del progetto».

Secondo Legambiente lo spostamento dei termini della decisione rende «evidente che tra le istituzioni chiamate a quel tavolo ci siano fortissime perplessità sulla sostenibilità ambientale e probabilmente anche economica dell’intera operazione diga - porto di Mola – spiegano da Legambiente – Provincia, Comune e Sales sembrano in forte difficoltà per far approvare un’opera alla quale sembrano tenere molto, ma le notizie circa la proposta di una possibile mitigazione dell’impatto ambientale che circolano, come una pompa per insufflare ossigeno nella baia di Mola per evitare l’anossia in uno specchio di mare chiuso che diverrebbe morto confermano i gravi problemi ambientali».

La diga frangiflutti nel golfo di Mola, nel tratto di costa ricadente nel Comune di Capoliveri e di fronte alle coste del Parco nazionale dell'Arcipelago toscano, della zona speciale di conservazione “Elba Orientale” e del sito di importanza regionale della zona umida di Mola, una delle ultime due rimaste all'Isola d'Elba, in un'area dove, nonostante gli abusi a terra ed a mare resiste una folta prateria di posidonia oceanica. «Speriamo che questo rinvio serva a rendere meno opaca tutta l'operazione con un reale coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni ambientaliste – concludono da Legambiente – e chiediamo alla Sales e al Comune di Capoliveri di rinunciare definitivamente ad una struttura rigida e di vecchia concezione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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