Il Tirreno

Degrado in città, Peria si difende «In nove anni investiti 12 milioni»

di Luigi Cignoni
Degrado in città, Peria si difende «In nove anni investiti 12 milioni»

Il sindaco di Portoferraio traccia un bilancio dopo le critiche e le proteste sul decoro urbano Il Comune ora pensa di prendere in carico le strade provinciali per tagliare le erbacce

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PORTOFERRAIO. Il conflitto di competenze sovrapposte fra istituzioni. Non solo. Ma anche i tempi lunghi della burocrazia. Ecco la madre del degrado in cui versa la città, secondo il sindaco Roberto Peria. Lo afferma nel rispondere alle critiche mosse da più parti (fra cui anche da ex amministratori o da personaggi con ruoli e funzioni pubbliche ricoperte da anni) sull’incuria in cui si trovano i più frequentati luoghi turistici, con particolare attenzione all’area portuale. In questi giorni, per protestare contro l’incuria e il degrado delle rotonde in via Tesei, qualcuno ha affisso dei cartelli ironici, con cui si dava il benvenuto ai turisti.

In sintesi, secondo il primo cittadino, i motivi di tanto deterioramento stanno in questa conflittualità di responsabilità che, anziché rivelarsi funzionale alla qualità dell’ambiente, ha finito per trasformarsi in un boomerang. Il molo numero uno è invaso da erbacce? L’area è di competenza dell’Autorità portuale pertanto è lei che dovrebbe intervenire. Viale Teseo Tesei è in stato di abbandono? Spetta alla Provincia che non ha più né strutture, né risorse per diserbare la nuova variante. Anzi sta cercando un accordo con le associazioni di categoria per farle adottare e mantenere in ottime condizioni. «Noi come amministrazione comunale – dice Peria – siamo a disposizione della Provincia nel prenderci in carico le strade per sviluppare un progetto generale di miglioramento della qualità urbana». E poi Peria fa un bilancio sulle iniziative intraprese per rendere più accogliente la città. «Ero all’inizio della mia prima legislatura nel 2004 – dice - quando cominciammo a occuparci della manutenzione del verde pubblico e del benvenuto agli ospiti». Sono seguite la manutenzione dell’illuminazione pubblica e la sostituzione degli apparati illuminanti e di tutte le lampade tradizionali con quelle a risparmio energetico. Poi le piccole manutenzioni di strade cittadine alle Antiche Saline, nelle vie Carducci, Manganaro, Sghinghetta, Carpani, San Martino e bivio Boni; una nuova rete fognaria del Grigolo. «Nel 2004 – continua Peria - il centro storico non era in crisi: crollava. Crollava il Forte Falcone, coperto dai rovi e erbacce. Veniva giù il tetto del comune, mentre le facciate interne si sfaldavano. La porta a mare era un locale chiuso, e fatiscente. La Gattaia, a dispetto del suo nome, il regno dei topi. Via Roma era coperta di asfalto sconnesso. Le antiche cucine del De Laugier un bell’insieme di magazzini abbandonati e fatiscenti. Il Forte Inglese una simpatica dependance di una pluralità di occupanti più o meno privi di titoli per l’occupazione di un bene storico offeso e violentato da superfetazioni in cemento e montagne di rifiuti. In 9 anni l’amministrazione ha investito 12 milioni di euro, restaurando e salvando i luoghi simbolo di Portoferraio».

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