Sicurezza
Addio canile, ecco le palazzine Le polemiche non si fermano
Barbetti: «Se avessi fermato l’iter mi avrebbero preso a sassate, tutti spingevano per avere il canile» Ma la minoranza: «Noi scettici sulla convenzione». A breve il responso sulle presunte irregolarità
LACONA. Il canile a Colle Reciso non c’è e non ci sarà mai. In compenso le tre palazzine con tanto di sbancamento nella pancia di Colle delle Vacche, ottenute grazie a una convenzione stretta tra il Comune di Capoliveri e la società agricola Beta di Milano, sono in fase di costruzione. Un epilogo beffardo per i cittadini elbani che hanno atteso per anni la realizzazione del canile comprensoriale e ora si trovano con un pugno di mosche in mano, dal momento che l’unica ad aver goduto dell’accordo tra pubblico e privato è la società agricola Beta di Milano che, dopo aver ottenuto i permessi, ha ceduto il terreno reso edificabile con una variante ad hoc alla società immobiliare Nicole. E ora, a distanza di cinque anni dall’approvazione della variante al piano di fabbricazione per il canile a Colle Reciso, resta solo il cemento delle palazzine e lo scaricabarile tra chi rappresenta ora il Comune di Capoliveri (Ruggero Barbetti ndr) e chi ha rappresentato Capoliveri in passato, ovvero la giunta Ballerini che ha firmato la convenzione nel 2006, aprendo le porte al progetto del canile firmato dalla Comunità montana. I privati hanno ceduto al Comune 10.216 metri quadrati di terreno dove sarebbe dovuto sorgere il canile, in cambio di una porzione di terreno, situata a distanza di circa 500 metri, per la costruzione di tre palazzine con un volume massimo di 900 metri cubi.
Gli accertamenti. Forse già nella giornata di oggi saranno disponibili i risultati degli accertamenti condotti dalla polizia municipale di Capoliveri, inviata sul cantiere dallo stesso sindaco Barbetti per verificare la conformità dell’intervento a Colle delle Vacche rispetto a quanto previsto dagli strumenti urbanistici e dagli stessi vincoli paesaggistici dell’area in questione. Il primo sopralluogo dei vigili urbani è avvenuto martedì scorso, ma in questi due giorni i dati e il materiale raccolto non è stato ancora visionato dall’architetto Vincenzo Rabbiolo, responsabile dell’ufficio tecnico del Comune, assente dalla sede comunale per impegni istituzionali.
Le polemiche. L’attesa per i risultati, intanto, non ha certo frenato le polemiche. Il sindaco Ruggero Barbetti rispedisce al mittente le responsabilità attribuitegli per non aver bloccato il percorso urbanistico. «Forse non si tiene conto delle pressioni che, da tutti nessuno escluso, questo Comune ha dovuto subire per la vicenda del canile comprensoriale – racconta Barbetti – io quella convenzione me la sono trovata già confezionata, ho portato a termine un iter avviato da altri. Tutti spingevano affinché il canile venisse realizzato a Colle Reciso, gli animalisti sono venuti in consiglio comunale a protestare, ora vorrei sapere perché i Ragazzi del Canile non intervengono sull’argomento. Quella convenzione non mi è mai piaciuta, ma se avessi bloccato il percorso sarei stato lapidato e, probabilmente, non avrei neanche avuto gli strumenti per ostacolarlo. Tutti gli enti, compresa la Regione e la Soprintendenza, hanno dato l’ok all’intervento, probabilmente anche loro hanno avuto a che fare con le pressioni legate al canile comprensoriale».
La versione di Barbetti non convince la vecchia amministrazione comunale che ha ribadito, come ferma volontà, la necessità di portare avanti i lavori dei privati di pari passo con la realizzazione del canile. Alessandro Di Vita, ex assessore della giunta Ballerini, ritiene che Barbetti avrebbe potuto bloccare il percorso urbanistico. «Da quattro anni e mezzo l’amministrazione comunale è cambiata e le concessioni edilizie hanno una durata di tre anni – spiega l’ex assessore – va da sè che non siamo certo stati noi a dare l’autorizzazione per costruire le palazzine a Colle delle Vacche». «Personalmente ero intervenuto a maggio 2011 sulla questione canile/villette – spiega il responsabile dell’opposizione Fausto Martorella – visto che sembrava chiaro che il canile non sarebbe mai stato realizzato dall’amministrazione Barbetti. Credo sia doveroso far presente che a maggio del 2011 cioè più di due anni fa, in consiglio comunale sollevai proprio forti perplessità sulla convenzione tra il Comune e la società che doveva cedere il terreno per il canile in cambio dello spostamento di volumi da edificare in altra area. Il dibattito è poi sfociato come spesso accade in imbarazzi e risposte confuse».
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