Il Tirreno

Diga a Mola, no di Legambiente

Diga a Mola, no di Legambiente

Gli ambientalisti contrari al molo nello specchio acqueo del cantiere Sales

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PORTO AZZURRO. Legambiente dice no alla proposta di una diga a Mola.Un no secco perchè «Il nuovo molo frangiflutto di 200 metri non si ha da fare per il fortissimo impatto che avrebbe sia a terra, sia a mare», dichiara l’associazione ambientalista. E invia intanto tutta una serie di osservazioni alla vigilia della Conferenza dei servizi ai sindaci dei due comuni interessati, Capoliveri e Porto Azzurro e anche alla Regione, al parco, alla Provincia, alla Capitaneria e alla Soprintendenza di Pisa. Di cosa si tratta? In pratica il Cantiere Navale Golfo di Mola gestito dalla Sales intende realizzare una scogliera con funzione di protezione dello specchio d’acqua antistante allo stesso cantiere e collocata a ridosso di un breve pennello esistente formato da massi. «Il progetto Sales – dice Legambiente - rappresenta di fatto una maxi sanatoria di grandi e piccoli abusi precedenti. Infatti il golfo di Mola è stato interessato non solo da strutture portuali abusive che hanno usufruito di condoni edilizi, ma anche da una serie infinita di posizionamenti di singole boe e di campi boe abusivi e da forzature amministrative, come la recente realizzazione di un campo boe che è stato giudicato non conforme dalla Magistratura, o i lavori di adeguamento dello stesso cantiere Sales ‘Marina di Capoliveri’ giustificati dall’arrivo all’Elba della Coppa America di Vela che in realtà è consistita in alcune gare di allenamento». La nuova diga frangiflutto avrà una lunghezza di 189 metri e sarebbe realizzata a poche centinaia di metri da un altro porto, quello di Porto Azzurro.

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