Sicurezza
Benzinaio contro la compagnia: «Vogliono sostituirci coi self»
La denuncia di un giovane esasperato che gestisce un distributore di carburante a Campiglia. Impianti “serviti” ormai in via di estinzione: i gestori non possono stare al passo coi prezzi
CAMPIGLIA. Già c’è la crisi e il costo del carburante balla che è una bellezza, ma se alla situazione infelice si aggiunge l’ostilità del marchio per i quale lavori allora c’è poco da ridere. Ad esserne convinto è Francesco Giannoni, 26 anni, da 6 gestore della distributore Total Erg di Campiglia: «Le compagnie vogliono fare da sole e togliersi dalle scatole i gestori – sostiene il giovane – L’obiettivo è quello di realizzare impianti self service 24 ore su 24».
Impianti fantasma. Al di là delle cause è evidente anche nel nostro territorio una proliferazione di pompe automatizzate anche laddove, sino a poco tempo prima, era presente il gestore, figura sempre più in “via di estinzione”. Impianti “ghost”. Così vengono chiamate le strutture completamente self, dove il cliente interagisce con la macchina, sostituendosi al benzinaio.
Compagnia contro. Ha il dente avvelenato Francesco Giannoni quando parla dei rapporti tra gestore e compagnia, accusata di vestire talvolta i panni del nemico, anziché parte in causa in un rapporto lavorativo di collaborazione. «Porto due esempi a sostegno della mia tesi – spiega Giannoni – Noi non possiamo fare sconti di nostra iniziativa; o meglio, possiamo farli, consapevoli però che la compagnia ci chiederà la differenza. Ecco quindi la scelta di non fare promozioni per non rimetterci».
Il calo giacenza. «Scaduto l’anno scorso l’accordo che prevedeva il rimborso totale – prosegue il benzinaio – Total Erg ne ha messo in atto, in modo unilaterale, un altro che considera un indennizzo forfettario che si aggira sul 70% del deficit nell’ambito del calo giacenza». Per calo giacenza si intende l’ammanco che il gestore registra nel passaggio del carburante dalla cisterna al serbatoio della pompa, secondo una variazione di volume dovuta all’innalzamento e abbassamento della temperatura. «C’è un contratto a livello nazionale che le compagnie, in particolare Total Erg, non stanno rispettando – afferma Giannoni – Se noi gestori non ci atteniamo al prezzo indicato da loro ce li ritroviamo il giorno dopo con minacce di prezzi rialzati. È una situazione indecente ma nessuno fa nulla. E io tiro avanti a fatica con attività alternative: lavaggio a mano, il cambio olio e filtro, e il servizio gomme»
Il sindacato. «Fino al 2000 erano attivi incentivi ai gestori che chiudevano l’impianto, tanto da arrivare a registrare 19mila pompe nel Paese – dice Marco Princi, presidente provinciale Faib – Dal 2005 al 2007, con l’avvio delle liberalizzazioni, si è passati a 25mila, con tutta una serie di problemi, dalla crisiai numeri in aumento sulle strutture, dalla diminuzione dei consumi, alla concorrenza sleale, tipica degli impianti legati ai centri commerciali».
I danni. «È vero che le compagnie puntano a mandare via il gestore, creando impianti automatizzati – continua Princi – Noi siamo contro per due motivi: l’aspetto sociale, col pericolo della perdita del lavoro, e la correttezza verso il consumatore. C’è una discriminazione nel mettere prezzi più bassi al self. È questa una pratica che penalizza il cittadino, con un danno persino peggiore nel caso di persone disabili».
Prospettive. Non sembra viaggiare sui binari dell’ottimismo il futuro dei benzinai, come conferma il sindacato. «Si parla della necessità di avere in Italia dai 6mila agli 8mila impianti – afferma Princi – Potremmo anche essere d’accordo, ma è un passaggio da fare con prudenza, partendo dall’interruzione di nuove strutture e da condizioni paritarie. Purtroppo il panorama non è felice. Ovunque spuntano mega-impianti, e le pompe minori restano a dividersi una torta sempre più piccola».
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