Italia
Sacconi danneggiati, primo intervento di ripristino a Baratti
A settembre il cantiere per la sostituzione dei geotubi, una spesa di altri 100mila euro per difendere la costa
PIOMBINO. Circa 19 mila euro per una prima riqualificazione dei sacconi di Baratti danneggiati dalle mareggiate dello scorso inverno. L’intervento - che è già stato eseguito - anticipa un intervento più grande che l’amministrazione ha già messo in conto per l’inizio dell’autunno prossimo.
«Non potevamo trasformare adesso la spiaggia di Baratti in un cantiere – spiega l’assessore all’ambiente Marco Chiarei – quindi per il momento abbiamo solamente svolto le azioni preparatorie di quello che sarà la manutenzione che apporteremo ai sacconi probabilmente a settembre».
Una base-lavori, dunque, che ha comportato intanto la ripulitura dei sacconi, il loro riordino e una prima sistemazione della viminata, con il trasferimento delle pietre dietro ai geotubi, mentre le parti in legno sono state riadagiate.
Successivamente, in autunno, la ditta Ge.co. di Cagliari (che è la stessa che effettuò lo scorso anno l’intervento di posizionamento dei sacchi) provvederà sia a sostituire i sacconi danneggiati, guardando soprattutto alla loro razionalizzazione.
«Insomma - aggiunge Chiarei - si cercherà di fare una serie di modifiche molto mirate. Abbiamo capito come poter migliorare alcune cose e proseguiremo in quella direzione».
Al momento è già stato fatto anche un altro passo verso il miglioramento estetico dei sacconi e la loro integrazione rispetto al paesaggio: «Sabbia da incollare direttamente sui sacchi. Abbiamo visto che così le cose vengono meglio che in passato. Tutto questo per ribadire la natura sperimentale di tutto l’intervento che riguarda i sacconi».
Quanto invece alla viminata, da settembre si cercherà di migliorarla secondo la stessa tecnica utilizzata sulla Costa est, che prevede l’integrazione di legno e pietra. Tutto questo per una cifra che si aggiunge ai 19 mila e 311 euro utilizzati già per il primo intervento di manutenzione, e che sarà anche sensibilmente superiore, «ma non andremo oltre i 100 mila euro» sostiene l’assessore.
Non è durata che pochi mesi la tranquillità dei geotubi collocati lo scorso anno in prossimità della Chiesina di San Cerbone. Non tutti, fin dal primo momento, avevano mostrato di gradirli più di tanto.
Esteticamente discutibili, sicuramente molto costosi (535 mila euro - provenienti dalla Regione - per un totale di 63 geosacchi), e di un’utilità tutta da comprovare. Eppure, rimarcò a suo tempo Chiarei, senza quei sacconi la chiesina sarebbe sicuramente crollata entro pochissimo.
Molti dei geotubi, tuttavia, hanno fatto in fretta a perdere la posizione che era stata loro assegnata, mentre per altri detriti e ondate hanno prodotto tagli che hanno fatto fuoriuscire la sabbia e compromesso la forma originaria.
E la manutenzione non può che essere affidata al Comune. L’estate numero due dei geotubi, insomma, è di nuovo da reinventare.
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