Il Tirreno

Per Matteo Feurra un premio da Oxford

Neuroscienziato piombinese impegnato nei laboratori dell’ospedale Santa Maria alle Scotte di Siena

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PIOMBINO. Per la prima volta il "Magstim Neuroenhancement Conference & Workshop" presso l'Università di Oxford, ha conferito il premio "Young Investigator Prize" a un giovane psicologo e neuroscienziato che conduce i propri studi, finanziati dal ministero della salute, nei laboratori di neurologia e neurofisiologia clinica dell'ospedale Santa Maria alle Scotte di Siena. Però il dottor Matteo Feurra, non è senese (come si legge in tutti i lanci sul web); «sono nato a Piombino», vuole precisare lo stesso Feurra.

Un altro giovane studioso di cui la città può farsi vanto. Pure nel caso di Matteo Feurra non è la prima volta. Gran parte del lavoro che riesce a fare oggi - con cura e passione - è legato al bando giovani ricercatori (2009) che lo ha visto affermarsi su 2780 progetti presentati, primo nel suo settore. Vincitore del bando "ministero della salute" si portò a casa un ammontare di fondi pari a 352mila euro, che gli permettono ancora di lavorare con uno studio tutto suo, e occupando altri due operatori.

Qual è il segreto per riuscire? «Non è una formula magica – risponde sorridendo Matteo – bisogna aver ben presenti gli obiettivi. Mi sono laureato in psicologia ad indirizzo generale e sperimentale all' Università di Firenze nel 2004 e questo è quello che ho sempre voluto fare. Avendo poi la fortuna di incontrare docenti che, per me, sono stati molto di più che professori, come Simone Rossi». Questo fin dal principio visto che dopo la scuola di dottorato in scienze psicologiche (indirizzo neuroscientifico) e un supervisore quale Nicoletta Berardi, dipartimento di psicologia, Università degli studi di Firenze, Matteo è andato a Londra.

«Un periodo di training, ricerca e formazione, alla fine per 21 mesi, nel laboratorio di Vincent Walsh, un luminare nel nostro campo». Nel curriculum ci si sperde tra borse di studio, dottorati di ricerca, studi su processi di memoria e di controllo motorio sempre all'avanguardia. Con un immenso corollario di pubblicazioni.

Per arrivare all'oggi, al premio internazionale alla carriera per i giovani ricercatori all'Università di Oxford. «Riconoscimento molto importante – conferma Matteo, secondo quanto già spiegato dal professor Alessandro Rossi, direttore del Dipartimento senese – alla nostra attività di ricerca perché questo premio viene conferito a chi si è distinto per originalità ed innovazione negli studi sulle funzioni superiori del cervello umano. La ricerca in questo settore ha bisogno di giovani talenti che sono linfa vitale per il futuro. Il premio coinvolge idealmente tutti i colleghi e collaboratori del laboratorio senese, di neuro-modulazione, diretto da Simone Rossi ».

«Emozionante – racconta Matteo – riuscire a scorgere ancora una "presenza" attiva in uno dei pazienti ricoverati in quei reparti dove le persone si trovano ormai in stato vegetativo da molto tempo. Una speranza per tutti. Mi spiace che con me – sottolinea – a salutare questi obiettivi raggiunti con un sorriso, non ci sia mio padre Armando , pur dipendente delle acciaierie, grazie alla grande passione per la cultura e l'archeologia, è stato un artista della vita... il mio primo maestro. La parte creativa è una delle sue eredità». Babbo Feurra, ovunque sia, non può che essere fiero (e sorridere).

Cecilia Cecchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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