Sicurezza
Tassa di sbarco, ok da tutti i sindaci
Anche le ultime due amministrazioni hanno deciso, scatterà da metà luglio, il costo aggiuntivo al biglietto sarà di un euro
PORTOFERRAIO. L'Elba è d'accordo. Non ci sono più ostacoli alla tassa di sbarco ed è solo questione di giorni per la sua operatività. Tutti i Comuni dell'isola hanno dato il via libera all'introduzione della tassa di sbarco. L’ultima amministrazione a farlo, il 27 giugno, è stata quella di Marciana Marina. A giorni il Comune di Capoliveri – l’ente capofila del progetto – convocherà un incontro urgente con le compagnie di navigazione che operano sulla tratta Piombino-Elba per definire la data di entrata in vigore del tributo.
Tutto lascia prevedere che sarà operativa a partire dalla fine della prossima settimana. Solo questioni burocratiche. «Quando dal Comune di Marciana Marina ci arriverà la delibera approvata dal consiglio comunale – spiega l’assessore alle politiche comprensoriali, Claudio Della Lucia – metterò in calendario la riunione con i rappresentanti delle società marittime. I documenti, con ogni probabilità, ci verranno consegnati domani (oggi ndr)».
Dal vertice con gli armatori non dovrebbero emergere sorprese, ma solo il giorno effettivo in cui verrà introdotta l’imposizione sui collegamenti per l’Elba. I proventi – si stimano in circa un milione di euro all’anno una volta che la tassa sarà a regime – serviranno per rafforzare le iniziative volte alla promozione turistica del territorio elbano, che andranno ad affiancare quelle di Toscana Promozione, l’ente regionale che ha sostituito le Aziende di promozione turistica.
Un euro a passeggero, valida dodici mesi all'anno: dall'imposta sono esenti i proprietari di seconde case minuti di regolare attestazione, i lavoratori e gli studenti pendolari, i componenti e gli accompagnatori delle società sportive che militano nei campionati dilettantistici, i nativi elbani e naturalmente i residenti, che sulle navi per Portoferraio non salgono certo per andare in vacanza. Per attivare la tassa di sbarco manca solo l’intesa con le compagnie di navigazione. L’assessore alle politiche comprensoriali del Comune di Capoliveri, Claudio Della Lucia, punta ad attivare l’imposta fin da subito. Sarà questione di qualche settimana, forse il debutto avverrà a metà luglio. Ma del balzello cosa ne pensano gli armatori? Probabilmente non faranno salti di gioia, ma nessuno di loro sbatterà i pugni sul tavolo. «La tassa di sbarco? Sono onesto: non ho un’opinione al riguardo perché non mi compete – afferma l’amministratore delegato di Toremar, Achille Onorato –. Purtroppo la sensazione che potrà dare è che il biglietto costi di più, ma io sono un semplice esattore e non ci guadagno un euro. Anzi di tempo per me rappresenta un costo. È comunque giusto che io non giudichi l’eventuale introduzione di quest’imposta». L’armatore – la cui famiglia è proprietaria anche di Moby Lines – non ha intenzione di chiedere ai sindaci di fare marcia indietro, ma fa un appello al governo Letta. «Sulle linee a corto raggio, come la Piombino - Portoferraio – spiega l’armatore – è stato varato l’articolo 8bis che per noi rende l’Iva non più detraibile. Questo alle compagnie costa svariati milioni di euro ogni anno. Noi svolgiamo un servizio pubblico non semplice – continua l’amministratore delegato dell’ex società del gruppo Tirrenia – e quando in inverno viaggiamo verso Capraia, Pianosa o Gorgona le problematiche che ci possono essere sono tante. Mi appello al governo affinchè lo rimouva»
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