Il Tirreno

Castagni infestati dal parassita, ora la vespa cinese fa paura

di Luigi Cignoni
Castagni infestati dal parassita, ora la vespa cinese fa paura

A Marciana e a Poggio cresce l’allarme per gli alberi, i cittadini chiedono un intervento urgente La Forestale: «L’insetticida non serve, è sufficiente un solo insetto per propagare l’epidemia»

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MARCIANA. Si chiama “cinipide galligeno”. E’ l’ape killer che viene niente meno che dalla Cina e che attualmente ha attaccato tutti i castagni del versante occidentale dell’Elba. Una vera piaga, di cui sono a conoscenza gli enti locali (Comune e Parco in primis) e Regione Toscana. Solo pochi giorni fa è stato Carlo Eugeni a segnalare il problema, quindi il responsabile di Slow Food Isola d’Elba è tornato in redazione per mostrare il lavoro che il parassita, ogni giorno compie sulle foglie dei castagni. «È da tre anni che questa storia dura – dice Carlo Eugeni, referente della condotta Slow Food – senza che niente sia stato fatto».

Il pericolo che stanno correndo i castagneti elbani è reale e l’insetto ha procurato, fino a questo momento, una sensibile riduzione della raccolta delle castagne. A lungo andare diminuisce anche il fogliame della piante e il processo della fotosintesi potrebbe ridursi notevolmente con il rischio che il castagno secchi.

La situazione è ben conosciuta al Corpo Forestale dello Stato di Marciana Marina che si sta occupando del problema fin da quando esso ha fatto la sua comparsa sulla maggiore isola della Toscana. «I primi casi si sono riscontrati nel nord Italia – dice Federico Parri, sovrintendente del Corpo Forestale dello Stato di Marciana Marina e maggior conoscitore del caso della ‘vespa cinese’ – Poi il fenomeno si è diffuso coinvolgendo l’Italia centrale, l’Appennino e anche le Isole. I rimedi da apportare per contrastare o limitare i danni al patrimonio boschivo elbano? Gli insetticidi non sono molto efficaci. Ora, in considerazione del fatto che la popolazione di vespa cinese è composta da sole femmine, è sufficiente che giunga da noi anche un solo insetto, per propagare l’infestazione. Attualmente si sta sperimentando la lotta biologica mediante l’impiego di un nemico naturale, un piccolo imenottero, in grado di parassitizzare le larve di vespa cinese». Ma siamo ancora alla fase di sperimentazione e non si può monitorare il tipo di successo che l’intervento potrebbe avere sull’ape killer cinese. «Attacca le gemme – dice ancora Parri – e depositando le uova provoca la formazione di ingrossamenti dei tessuti di varie forme e dimensioni, da cui successivamente sfarfalleranno nell’anno successivo nuovi micidiali insetti adulti».

Una catena che pare impossibile (almeno per il momento) contrastare o limitarne i danni. Colpita al cuore appare anche la produzione di castagne del nostro Paese. L’Italia è fra i primi produttori di castagne al mondo. «Non si tratta quindi – conclude il sovrintendente Federico Parri – di un caso elbano, ma direi nazionale, se non europeo». Una guerra biologica combattuta, almeno finora, in silenzio e che per adesso ci vede in grande imbarazzo. «Cosa aspettano- si chiede infine Eugeni - la Regione, il Parco e gli enti locali a intervenire prima che sia troppo tardi?». Pare che manchino i fondi per finanziare progetti di recupero o semplicemente d’intervento per debellare il fenomeno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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