Il Tirreno

Elementari chiuse il sabato Genitori pronti alla lotta

Nel dicembre scorso si è anche formato il comitato “Per una scuola migliore” Lorenzini: «Cinque mesi di incontri e discussioni e solo tre famiglie contrarie»

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PIOMBINO. Genitori sul piede di guerra a Riotorto: «Nonostante la richiesta pressoché unanime di chiudere la scuola elementare di sabato – affermano – la direzione didattica non mettendo neppure le nostre sollecitazioni all’ordine del giorno del prossimo Consiglio di circolo. Il motivo – spiegano – non è quello di avere il sabato libero, bensì quello, seriamente documentato, di avere una scuola migliore per i bambini».

Tagli ministeriali, ricordano i genitori, vogliono i che a scuola «non ci siano più compresenze, per cui avendo il tempo scuola articolato su sei giorni, una maestra a rotazione deve coprire il giorno libero delle altre. Senza un giorno in cui tutte le maestre siano presenti insieme ed è così impossibile fare progetti che vadano al di là della semplice classe».

Il rammarico? «5 mesi di incontri e discussioni, la consegna di ben 145 firme alla direzione , sembrano non interessare il sistema di gestione della scuola» dichiara Angela Lorenzini, presidente dell’Associazione genitori Riotorto, costituitasi all’interno della federazione nazionale A.Ge. proprio per tutelare l’interesse degli alunni e delle famiglie.

La storia: a dicembre 2012 si è formato a Riotorto un comitato genitori con l'intento di richiedere una diversa articolazione dell'orario settimanale su 5 giorni (settimana corta) nella scuola primaria, in modo da ottenere un miglioramento dell'organizzazione didattica.

«Inizialmente la scuola ha mostrato interesse verso l’iniziativa – dice Lorenzini – affermando che la cosiddetta “settimana corta” poteva essere una buona soluzione per un plesso piccolo come quello di Riotorto, ma che la riorganizzazione era subordinata al consenso dell’amministrazione ad affrontare la spesa. Di fatto l’unico competente a decidere in merito è il Consiglio di circolo, che non si è ancora pronunciato».

«Poiché le famiglie contrarie sono solo tre non dovrebbero sussistere problemi – sottolinea Lorenzini – e invece sono cinque mesi che la vicenda va avanti senza che se ne veda soluzione, nonostante la promessa di interessamento dal parte del sindaco, che ha riconosciuto di avere un conto in sospeso con la comunità riotortese, in attesa da oltre nove anni del nuovo edificio scolastico. Assodato che la settimana corta comporta una diminuzione dei costi di gestione a partire dal riscaldamento, fino al servizio di trasporto che, proprio grazie all’utenza mista (primaria e media) ridurrebbe le corse» conclude.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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