Il Tirreno

«Sbagliati i conti della Calamai sull’Asl 6»

«Sbagliati i conti della Calamai sull’Asl 6»

La Rsu e la Uil contestano le accuse di assenteismo dei dipendenti che saltano ferie e riposi

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PIOMBINO. «Troppi infortuni e troppo assenteismo tra i dipendenti dell’Asl 6». Le etichette attribuite da Monica Calamai, direttrice dell’Asl 6 con la valigia già pronta per andare a dirigere Careggi, non potevano passare inosservate.

La replica dei sindacati è stata rapida e documentata da diverse cifre. Al di là delle note ufficiali, tra gli addetti ai lavori si percepisce la convinzione che Calamai abbia voluto togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Soprattutto dopo che il Mes, il laboratorio della scuola Sant’Anna di Pisa - che dà i voti alla sanità pubblica - ha attribuito all’azienda livornese la maglia nera della Toscana.

Primo elemento sottolineato dalle Rsu: i dati che fanno scandalo sono comprensivi della maternità e delle assenze per malattie gravi mai coperte dall’azienda.

E ancora: 80 mila ore di ferie da smaltire, 50 mila da recuperare. «Il monte-ore cresce perchè il personale manca. Il vero problema è proprio questo, anche a causa di un pessimo utilizzo delle risorse umane mentre i dirigenti proliferano», sostiene Stefania Nunes, presidente della Rsu. Che definisce umilianti e immotivate le accuse verso lavoratori a cui verrebbero negati diritti elementari come i riposi e le ferie.

Un esempio lo fa Paolo Camelli, alla guida della Uil sanità provinciale: «In questi giorni nel reparto medicina di Portoferraio mancano per malattia e maternità 7 operatori su 21. Risultato: ad assistere 23 cittadini c’è un solo infermiere. Significa essere 3 volte sotto lo standard assistenziale. E non arriva nessun rinforzo, per cui ferie e riposi non si fanno, l’assistenza è al minimo e ci sono forti rischi di sicurezza. Intanto la produttività è cresciuta in tre anni del 30%».

Quanto agli infortuni, Nunes fa notare che se in tre anni si sono avvicendati altrettanti massimi dirigenti ai vertici della sicurezza aziendale, la situazione si presenta critica non per colpa dei dipendenti. «Il responsabile della prevenzione - ricorda - è il datore di lavoro. Quindi, fino ad ora, della dottoressa Calamai, per capirsi».

L’ex direttrice viene accusata di non rispettare gli impegni sul piano assunzioni. «Abbiamo sottoscritto l'accordo l’11 aprile e ad oggi - dice - non sono ancora partite le richieste. Il personale non arriverà, i lavoratori dovranno come sempre sopperire per garantire i livelli di assistenza ed i servizi ai cittadini».

Di un’altra cosa Nunes è sicura: «dei ringraziamenti di un direttore generale che dal 1° di giugno se ne va e che sbatte il proprio personale in prima pagina alla berlina dell'opinione pubblica non sappiamo proprio che farcene».

Anche per Paolo Camelli, le dichiarazioni della direttrice sono contraddittorie e fuorvianti: «Le ore non lavorate depurate da maternità e infortuni sul lavoro,sono in media con tutte le altre aziende pubbliche e private. Siamo disponibili a qualsiasi confronto in qualunque sede. La stragrande maggioranza degli operatori della Asl,nonostante la dirigenza aziendale, tiene alta la produttività e la qualità dei servizi», chiude il segretario della Uil sanità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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