Sicurezza
Marroni: migliorano i dati su tumori e problemi cardiaci
«I dati usciti nei giorni scorsi erano incompleti e da sottoporre a verifiche». L’assessore regionale alla salute Luigi Marroni arriva in città con uno scopo preciso: placare le acque
LIVORNO. «I dati usciti nei giorni scorsi erano incompleti e da sottoporre a verifiche». L’assessore regionale alla salute Luigi Marroni arriva in città con uno scopo preciso: placare le acque dopo le polemiche sulla “fuga di notizie” dei dati sull’Asl livornese elaborati dal Mes del Sant’Anna. Seduto a un tavolo con la direttrice dell’Asl 6 Monica Calamai, il sindaco Cosimi (in qualità di presidente della Conferenza dei sindaci) e la professoressa Sabina Nuti, direttore del Mes, spiega di aver «sentito il bisogno di venire a commentare i dati appropriati, come atto doveroso verso l’intera Asl livornese ed i suoi dirigenti». Marroni sottolinea che «la performance sanitaria dimostra che circa il 65% degli indicatori del Mes ha avuto un miglioramento per tutte le Asl».
Come spiega l’assessore il miglioramento è stato evidente anche per l’azienda livornese. «Dal 2009 - dice - almeno il 60% degli indicatori è migliorato e anche il nodo degli infortuni è stato molto ridimensionato rispetto alla media regionale». Poi Marroni ha ribadito le grandi qualità dell’Asl 6 per quanto riguarda i percorsi oncologici e cardiologici e l’eccellenza della neurochirurgia. Il sindaco Cosimi, oltre a ringraziare Marroni per aver dato, venendo a Livorno, «un segno di attaccamento al nostro territorio», ha voluto ribadire come «il sistema sanitario toscano rappresenti un’eccellenza».
Infine la professoressa Nuti: «Per la percentuale di assenza dei dipendenti l’Asl 6 ha la maglia nera, però va detto anche che per altri indicatori è una delle migliori». Nuti spiega anche quali sono i settori in cui l’Asl livornese ha fatto registrare le performance migliori. «Sul fronte delle operazioni entro 48 ore per le fratture al femore - per cui adesso la media nazionale è del 40%, l’Asl 6 è passata dal 40% nel 2009 al 66% nel 2012. Molto positivi, secondo Nuti, anche i dati inerenti la mortalità legata ai tumori e a problemi cardiologici».
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