Il dolore
«La legge Realacci non lede la fusione»
Fabiani e sindaci d’accordo: ok la tutela dei piccoli Comuni, ma unire Campiglia e Suvereto è davvero una necessità
CAMPIGLIA. Sulla forma amministrativa dei comuni, fusione, associazione di funzioni o unione, c’è un conflitto di vedute all’interno del Partito democratico?
Oppure si tratta di libero dibattito? La campagna a favore della fusione, promossa con forza dai rispettivi sindaci di Campiglia e Suvereto, entrambi targati Pd, sembra essere scossa dalla ripresentazione alla Camera dei deputati della proposta di legge (approvata dalla Camera nella precedente legislatura, ma bloccatasi al Senato) dei Democratici Ermete Realacci ed Enrico Borghi con la quale si mira a tutelare i piccoli comuni, quelli con una popolazione pari o inferiore ai 5.000 abitanti. Questa tutela si articola in diverse misure, dalla promozione della cablatura e della banda larga all’incentivazione della residenza nei piccoli centri, dalla garanzia del mantenimento dei servizi indispensabili come sanità, trasporti, istruzione, servizi postali e risparmio agli interventi di recupero dei centri storici ed alla promozione dei prodotti tipici locali, da pubblicizzare anche sui cartelli stradali.
Secondo Realacci, per lo sviluppo «dobbiamo scommettere sui nostri piccoli comuni. Per rilanciare l’economia ed uscire dalla crisi, l’Italia deve scommettere sulle cose che la rendono unica: bellezza, qualità, paesaggio, storia, coesione sociale, legame con i territori.” Quanto questo approccio si accorda con l’idea della fusione? Secondo Valerio Fabiani, segretario della federazione Val di Cornia-Elba del PD, «la proposta Realacci non è in contrasto con i progetti di fusione, perché non smentisce le esigenze che portano alla fusione. La proposta fa i conti con la realtà ed in questa ci sono anche i piccoli borghi che per ragioni geografiche o per la distanza che li separa non possono fondersi, ma al tempo stesso questa proposta non risolve i problemi dei comuni, che sono di tipo finanziario e di governo del territorio. E per affrontare questi problemi bisogna dare ai comuni le dimensioni adatte per gestirli».
Sulla stessa linea il sindaco di Campiglia Rossana Soffritti: «La fusione permette di superare delle esigenze reali e non potenziali. La proposta sui piccoli comuni tutela a livello generale quei comuni che potrebbero avere disagi per diverse ragioni, ma nulla toglie ai benefici della fusione. Siamo convinti della fusione non per ragioni ideologiche, ma perché quali entità amministrative i comuni sono strutture complesse e specializzate e lo saranno sempre di più e la fusione permette di tenere il passo con questa evoluzione». Bisogna distinguere, secondo Giampaolo Pioli, sindaco di Suvereto, tra comunità e comuni. La proposta Realacci-Borghi verrebbe incontro ai problemi delle comunità, come la difesa delle identità, dei residenti e dei prodotti tipici, che Pioli afferma di condividere in pieno. Quegli aspetti però non vanno confusi con le strutture istituzionali. «Suvereto rischia l’asfissia economica e sarà proprio la fusione a permetterci di mantenere la nostra identità. Senza le dovute dimensioni, è difficile partecipare ai finanziamenti. Anche l’Europa – prosegue Pioli – non concede più finanziamenti al 100%, e ciò significa che ci vuole un co-finanziamento locale almeno del 20-30% ed un comune grande può farlo. Ora siamo costretti, per mantenere i servizi esistenti, al rialzo l’Irpef». Ecco la sintesi: condivisione dello spirito della legge, che comunque non inficia le ragioni della fusione.
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