Proteste
«Fusione e rilancio del centro storico»
Dall’ufficio turistico ai parcheggi, il sindaco di Suvereto elenca i tanti progetti stoppati dal patto di stabilità
SUVERETO. «Senza fusione il nostro è un comune strangolato», parola del sindaco Giampaolo Pioli. E non ci sarebbero modi per sfuggire al soffocamento, decretato da un lato dalla legge, che inizialmente ha imposto di associare tre funzioni comunali, poi tutte entro quest’anno, e dall’altro dal patto di stabilità, vincolo in cui Suvereto è incorso dal 2013.
Questi ristrettezze deriverebbero anche dalle scelte di fondo che il comune ha compiuto. «Abbiamo deciso – spiega Pioli – di preservare il nostro centro storico e di limitare il più possibile la cementificazione del territorio; non a caso, a parte qualche capannone non abbiamo una zona industriale. Il nostro tessuto produttivo è formato per la gran parte da aziende agricole, che finora siamo riusciti a mantenere in un regime fiscale di basse tasse. Suvereto è un comune senza debiti, se escludiamo i residui di piccoli mutui contratti anni fa, però al è anche privo di entrate, perché gli oneri di urbanizzazione sono quasi inesistenti». L’unico modo spendere sarebbe quello dell’accensione di mutui, il che è reso però improponibile dal patto di stabilità. «L’eventuale somma ottenuta col mutuo può essere contabilizzata tra le uscite, ma il denaro che entra con esso non può essere conteggiato tra le entrate. In pratica – sottolinea – ciò blocca questa fonte di finanziamento. Si può fare il progetto, poi il preliminare di un lavoro, ma non si può proseguire e tutto resta sospeso». L’associazione delle funzioni non migliora la situazione, anzi, proprio questa, per Pioli, costituisce «vera perdita di sovranità. C’è l’esempio dell’asfaltatura di Calzalunga. Abbiamo fatto il progetto, ma poi ha dovuto gestire tutto il comune capofila, cioè Campiglia, cui abbiamo dato i fondi per faree i lavori. Campiglia per riceverli ha dovuto fare una variazione al bilancio e poi ha assegnato i lavori. Così perdiamo la paternità delle iniziative. Si immagini, poi, quali difficoltà si incontrano se ci si deve associare con comuni con cui la collaborazione è difficile (e non è il caso di Campiglia) o con un diverso partito alla guida».
Quali sono in progetti in cantiere che potrebbero ricevere il segnale verde in caso di fusione e quindi di arrivo di trasferimenti regionali e statali? «In primo luogo – racconta Pioli – il potenziamento del centro storico, un centro in cui si vive, il cuore pulsante del paese. Dovremo rifare il palazzo della loggia e trasformarlo in palazzo del territorio, cioè ufficio turistico, centro conferenze: costo previsto 300 mila euro. Poi il parcheggio del cimitero, nella zona della porticciola (costo previsto 250mila). Da realizzare parcheggi per residenti del centro storico e per i turisti in estate. Doveva essere finanziato sia col bilancio, sia con un mutuo, ma il primo è stato vincolato dai tagli, il secondo reso impossibile dal patto di stabilità. Infine, vorremmo realizzare uno spazio polifunzionale di cui il paese è sprovvisto, un luogo per le assemblee, i convegni, gli spettacoli (costo previsto 500mila».
Restano “sospesi” pure altri progetti che rientrano nel programma elettorale dell’attuale maggioranza. Suvereto si trova secondo la descrizione di Pioli che anche mercoledì sera ha incontrato i residenti, stavolta nella frazione di San Lorenzo, per parlare della fusione, «di fronte ad un bivio». In caso di vittoria del “no” al referendum, «per chiudere il bilancio e salvare i servizi essenziali, saremo costretti a raddoppiare l’Irpef».
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