Il Tirreno

La crisi Lucchini stronca la Sol, Velo incontra i lavoratori

La crisi Lucchini stronca la Sol, Velo incontra i lavoratori

Forniture di ossigeno dimezzate al polo siderurgico mentre i costi energetici stanno ammazzando lo stabilimento

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I destini dell’area a caldo della Lucchini stanno fortemente preoccupando l’azienda e le maestranze della Sol. Ieri mattina si è svolta un’assemblea dei lavoratori, alla quale i sindacati hanno invitato l’onorevole Silvia Velo, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, che si è incontrata anche con i vertici aziendali. In primo piano i problemi dei costi energetici, aggravati dalla forte riduzione di forniture di ossigeno alla Lucchini, dalle quali la Sol dipende almeno per il 75% delle propria produzione complessiva.

«Dei tre impianti della fabbrica – spiega Riccardo Giuntini, uno dei coordinatori della Rsu – ormai da mesi ne funziona solo uno, quello più grande a conduzione automatica, a causa delle riduzione produttive della Lucchini». Gran parte dell’ossigeno della Sol viene infatti inviato, attraverso un gasdotto, all’altoforno e ai convertitori della Lucchini. Azienda e lavoratori sono da tempo preoccupati delle sorti del polo siderugico e delle voci che circolano sull’ipotesi di sostituire il ciclo integrale con un forno elettrico. L’azienda ha nel cassetto un “piano di fuga” che prevede un consistente ridimensionamento dell’attività degli impianti e dell’occupazione. Dei 37 dipendenti diretti ne rimarrebbero 11, mentre tutti gli altri dovrebbero girare tra i vari stabilimenti del gruppo e nelle reti commerciali sparse un po’ in tutta Italia. Senza lavoro resterebbero anche un’altra ventina di persone, in massima parte autisti-padroncini.

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