Il Tirreno

SAN PIERO

Sparano per gioco a un gheppio

di Stefano Taglione

Ragazzi con armi giocattolo hanno seriamente ferito il rapace

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SAN PIERO. Dal gioco si è presto passati alla violenza verso gli animali. E’ successo due giorni fa, vicino San Piero, un centro collinare del versante occidentale dell’isola. Un gruppo di ragazzini – secondo quanto ricostruito da alcuni testimoni – con delle armi giocattolo avrebbero ferito un esemplare femmina di gheppio.

Il rapace, sanguinante, è stato recuperato dalla direttrice del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, Franca Zanichelli, che con la collaborazione del marito, l’ambientalista Francesco Mezzatesta, lo ha curato e rimesso in sesto.

Ancora ignote le cause del gesto: probabilmente si è trattata di una bravata compiuta da un gruppo di ragazzi che forse non si rendeva nemmeno conto delle conseguenze che poi ha provocato.

I ragazzini –secondo una prima costruzione – avrebbero consegnato l’animale ad una signora che lo ha poi portato a casa di Franca Zanichelli. «Il volatile aveva un buco in un’ala, era in ottima salute ma spaventatissimo – commenta la direttrice del Parco –. Né io né Francesco Mezzatesta abbiamo capito le cause della ferita, assolutamente atipica. Se è vero che alcuni ragazzini gli hanno sparato con delle armi giocattolo sarei molto dispiaciuta. Pensare che quando la signora mi ha portato il rapace, mi aveva detto che era stato salvato da loro – continua Zanichelli – e mi ero perfino raccomandata di farli i complimenti». Il gheppio, fortunatamente, non rischia la vita. «La sua morte è da escludere – afferma la zoologa – perché sta bene. È sotto shock, ma ho spiegato alla signora come accudirlo prima di rimetterlo in libertà». L’episodio è bastato a scatenare una nuova polemica contro gli appassionati di soft air, accusati di dare il cattivo esempio verso i più piccoli. «Se qualcuno sostiene che quello è uno sport…», ha scritto su Facebook l’artista sampierese Alessandro Beneforti, che con toni molto accesi ha attaccato i protagonisti del brutto gesto. «L'hanno confessato loro stessi e sono stati visti – ha continuato Beneforti – ed evidentemente non sono poi così giocattoli queste armi».

«Il soft air non è uno sport!», ha scritto sul popolare social network Tatiana Paolini. Ma gli appassionati della guerra simulata si dicono indignati e prendono con forza le distanze. «I softgunners non fanno certi gesti – commenta Massimo Taglione, presidente dell’Asd “Api di mare” – quelli che commettono certi atti sono semplicemente dei criminali, purtroppo accumunati a noi per l'uso (in questo caso improprio) di uno strumento». «Non si deve fare di tutta l'erba un fascio – aggiunge il responsabile dell’Asd “I Selvi” di Seccheto, Valerio Battistini –. I genitori dei ragazzini hanno sbagliato a comprare dei giocattoli senza spiegar loro come doverli usare, ma non mi pare che ci sia da inveire contro chi usa un’arma finta per sport senza fare cori razziali, risse o distruggere autogrill».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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