Sicurezza
«La Parata cade a pezzi, Provincia fai qualcosa»
Il sindaco Alessi e il commissario Bonfissuto scrivono all’assessore Schezzini Asfalto dissestato dal passaggio dei mezzi pesanti, pericoli per i motociclisti
RIO MARINA. Dissestata la strada provinciale della Parata che da Rio nell’Elba conduce, dopo 9 chilometri, a Cavo, frazione principale di Rio Marina. Lo stato attuale della strada è tale da rappresentare un pericolo costante all’incolumità degli automobilisti, tanto da spingere il commissario straordinario di Rio Marina, Girolamo Bonfissuto, e il sindaco di Rio Elba, Danilo Alessi, a scrivere una lettera all’assessore alla viabilità della Provincia Catalina Schezzini, al fine di richiedere importanti e strutturali interventi.
«Riteniamo doveroso – scrivono nella lettera – segnalare lo stato di accentuato dissesto della Parata, che già da tempo è in condizioni non ottimali e ha bisogno di incisivi interventi di manutenzione, si è ulteriormente degradata negli ultimi mesi sia per l’impietosa stagione invernale, sia, soprattutto, per il traffico pesante forzatamente deviato sull’arteria in questione per l’impraticabilità, dal 13 gennaio scorso, della provinciale del Piano».
La chiusura della Sp 26 al Piano, infatti, ha peggiorato rapidamente le condizioni della Parata, strada che non è abituata a sostenere ogni giorno il passaggio di decine di mezzi pesanti.
La Provincia conta di sistemare la strada entro la fine di giugno, nel frattempo la Parata sarà ancora esposta a una pressione notevole. In più punti l’asfalto è sconnesso e la massicciata sottostante è ben visibile. Il risultato finale è costituito da vistosi avvallamenti davvero pericolosi soprattutto per i motocicli.
«Abbiamo scritto – dicono Bonfissuto e Alessi – per chiedere alla Provincia di intervenire, aggiungendo un ulteriore sforzo economico a quello fatto per il ripristino della viabilità sulla strada del Piano. Stanzi al più presto le risorse economiche che servono per una rapida cantierizzazione degli interventi di manutenzione, assolutamente indispensabili prima di tutto a tutela della sicurezza della circolazione e quindi della pubblica incolumità».
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