Sicurezza
Operai di Riotorto senza autobus
«Costretti ad andare a Vignale: due chilometri a piedi tra i pericoli»
RIOTORTO. «Guardi, sono proprio alla fermata del pullman. E oggi piove pure». A parlare è Angelo Chierchia, 46enne originario di Napoli, da tre anni operaio alla Lucchini e residente a Riotorto.
Ogni giorno il signor Angelo deve prendere l’autobus per andare in fabbrica a Piombino. Come lui un’altra ventina di lavoratori che abitano nel centro di Riotorto. Il problema è che il pullman da due anni non fa più tappa in paese, fermandosi solo a Vignale.
Una deviazione di un paio di chilometri che viene così a saltare durante il riordino delle corse al fine di ottimizzare economicamente il servizio.
Un paio di chilometri che per qualcuno diventano difficoltà concreta e pericolo costante. «Ogni giorno dobbiamo fare la strada che dal paese arriva alla rotonda per l’ingresso sull’Aurelia – spiega Chierchia – Più o meno parliamo di due chilometri percorsi in condizioni di non sicurezza, con qualsiasi tempo, che ci sia la luce o il buio». Già, perché gli operai fanno i turni.
Quando l’abbiamo chiamato al telefono ieri poco dopo le 13 Chierchia stava andando al lavoro per il turno pomeridiano, ma la stessa situazione gli capita anche quando si deve alzare presto la mattina o le sere che deve entrare di notte.
«E quel tratto di strada non è neppure la distanza più pericolosa – afferma Chierchia – Arrivati alla rotonda, per raggiungere la fermata del bus, dobbiamo camminare altri 500 metri lungo la carreggiata in direzione Follonica, con il pericolo della strada e pure dei camion che escono dalla Coop di Vignale». Se la maggior parte dei lavoratori residenti a Riotorto ha rimediato alla soppressione della fermata in paese in modo autonomo, utilizzando l’automobile, sono in cinque, compreso il signor Angelo, ancora legati alla cancellazione della corsa.
«Qui con me ci sono due ragazzi di vent’anni che se ne vogliono andare via da Riotorto proprio perché non sopportano più la situazione – dice Chierchia – Ho parlato almeno due volte col sindaco Gianni Anselmi, chiesto il reintegro della fermata all’assessore Elisa Murzi, fatto presente il problema all’azienda dei trasporti, ma nessuno ha pensato a noi.. Io l’auto non ce l’ho proprio, ma se anche l’avessi perché dovrei usarla quando ho la possibilità di un abbonamento al pullman che lo stabilimento tra l’altro mi paga a metà? I soldi mi servono».
Francesca Lenzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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