Il Tirreno

Un’altra rete sequestrata a Pianosa

Un’altra rete sequestrata a Pianosa

Blitz della capitaneria contro la pesca illegale dentro l’area marina protetta

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PORTOFERRAIO. Spunta un'altra rete da pesca abusiva nell'area protetta di Pianosa. Dopo il blitz della Forestale, effettuato solo pochi giorni fa, anche la capitaneria di porto di Portoferraio ha sequestrato attrezzatura da pesca illegale a pochi metri in linea d'aria dalla costa dell'isola piatta. Martedì il personale della motovedetta Cp725 ha salpato, a distanza di poche ore, due reti da pesca. La prima, una rete da posta lunga circa 500 metri, era stata sistemata da ignoti a meno di un miglio nautico da Punta del Marchese, all'interno quindi della zona a tutela integrale dell'isola di Pianosa.

Segnalata con strumenti approssimativi e, ovviamente, non conformi alla legge, non riportava alcuna indicazione sul proprietario.

I militari l'hanno issata a bordo della motovedetta e hanno disposto il sequestro, segnalando quindi il fatto all'autorità giudiziaria. Alcune decine di pesci rimasti impigliati nella rete sono stati liberati in mare. A distanza di poche ore la capitaneria ha sequestrato un'altra rete, stavolta nelle acque antistanti il porto di Rio Marina. In questo caso i militari sono risaliti all'identità del proprietario. La rete, di circa 600 metri, non era debitamente segnalata, come invece previsto dalla normativa nazionale di riferimento.

L'attrezzo è stato, ovviamente, issato a bordo della vedetta e posto sotto sequestro. Anche in questo caso il pesce imprigionato è stato immediatamente liberato.

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