Il Tirreno

Ruspe sulla spiaggia degli Argonauti

Ruspe sulla spiaggia degli Argonauti

Un mezzo pesante per ripulire l’arenile dalle alghe, ma monta la protesta degli ambientalisti

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PORTOFERRAIO. Una ruspa sulla spiaggia degli Argonauti. Un mezzo pesante, per togliere le alghe piaggiate dalle Ghiaie. I cingoli, con la loro continua azione, rischiano di frantumare i preziosi sassi levigati, cantati da Apollonio Rodio nelle “Argonautiche”. Umberto Mazzantini, è il portavoce di Legamente per le isole minori. Dice «Sarebbe lo stesso che entrare con un carro armato su un’antica strada romana o con un auto nel museo degli Uffizi». Tutto è nato da una segnalazione di alcuni cittadini e turisti che avevano notato, richiamati sulla spiaggia dal frastuono, una ruspa caterpillar in piena attività occupata nella rimozione di mucchi di alghe che le correnti marine avevano ammassate a terra. Detto fatto. Legambiente non è rimasta a guardare alla finestra e ha scritto una lettera denuncia in cui si legge, fra l’altro: «Non si capisce perché si sia permesso di frantumare con i cingoli frammenti di storia e di mito come i sassi macchiati dal sudore degli Argonauti. Eppure soluzioni meno impattanti per ripulire quella meravigliosa spiaggia urbana, già erosa e maltrattata dagli sbagli e dall’ignoranza umana, ci sarebbero, a cominciare magari dall’utilizzo di mezzi non cingolati». Togliere cumuli di alghe piaggiate con questo sistema dimostra di non avere sensibilità per due valide ragioni. La prima. «La spiaggia delle Ghiaie – dice ancora Umberto Mazzantini - praticamente nel centro di Portoferraio all’Isola d’Elba, è famosa in tutto il mondo per i suoi sassi levigati, bianchi e picchiettati di nero, a causa, dice il mito, del sudore degli argonauti che hanno tirato in secco la loro nave proprio su quella costa. E’ una spiaggia che affonda la sua storia nel mito e che proprio per questo sta subendo da anni il furto dei suoi sassi come souvenir storico/turistico». La seconda ragione l’intera fascia costiera è protetta dal punto di vista ambientale, appunto per le sue caratteristiche naturali. «La spiaggia delle Ghiaie - precisa ancora il porta voce - fa parte dell’area marina di tutela biologica delle Ghiaie-Scoglietto- Capo Bianco e interventi di questo tipo non sembrano certo consoni ad una tutela che si estende necessariamente anche alla costa». E si domanda: «Perché si è permesso di frantumare con i cingoli frammenti di storia e di mito come i sassi macchiati dal sudore degli Argonauti?».

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