Gioco
“La balena” di Baratti, opera famosa nel mondo
PIOMBINO. La storia d’amore tra Vittorio Giorgini e Baratti inizia per caso, alla metà degli anni Cinquanta, con una barca che finisce in avaria e costringe il giovane architetto fiorentino a...
PIOMBINO. La storia d’amore tra Vittorio Giorgini e Baratti inizia per caso, alla metà degli anni Cinquanta, con una barca che finisce in avaria e costringe il giovane architetto fiorentino a riparare nel golfo per una notte intera. Casa Esagono sorse qualche tempo dopo come residenza estiva di Giorgini che la progettò e realizzò come costruzione prefabbricata ad elementi componili esagonali.
Architetti di fama internazionale e altre personalità la visitarono nel tempo come ospiti del suo proprietario: nel 1960 fu ad esempio la volta dell’industriale torinese Salvatore Saldarini, che di lì a poco acquistò un proprio lotto a Baratti e concordò con Giorgini la progettazione di un’altra struttura, poi costruita nel 1962 da una piccola impresa edile di San Vincenzo. La nuova casa - detta Casa Saldarini - per la sua forma particolare prese poi il nome de «La Balena», lo stesso con cui tuttora molti la conoscono.
Realizzate alle spalle della Perla del Golfo, tutta Baratti deve a entrambe almeno un poco della propria fama: Casa Saldarini, ad esempio, è riconosciuta dal MiBac/PaBaac come opera di eccellenza tra quelle di rilevante interesse storico-artistico del Novecento, mentre Casa Esagono vanta - tra i vari riconoscimenti - addirittura una recensione su «Aujourd’Hui», prestigiosa rivista internazionale d’architettura che però ha chiuso i battenti alcuni anni fa. Il mondo dell’architettura in generale non si è mai dispensato da riconoscere entrambe queste strutture come manifesti di tutta la ricerca svolta da Giorgini sullo studio delle strutture naturali come tecniche di costruzione e di funzionamento. Ma se Casa Esagono, dopo anni di abbandono, risorge adesso per diventare il museo di se stessa, altro è il destino di Casa Saldarini, da anni di proprietà della famiglia Sgorbini, che durante l’estate (e solo in questa stagione, per la mancanza di riscaldamento) la affitta ai turisti. «La Balena» è stata tra i protagonisti di una mostra che si è tenuta a Roma, presso l’«Interno 14»; ancor più recente è la notizia, divulgata dall’associazione Baco, secondo la quale la struttura dovrebbe fare da set cinematografico per un film-documentario dedicato al tema dell’acqua: quasi un omaggio a quel legame imprescindibile con la natura che da sempre rappresenta l’input di queste opere, scommessa giocata e vinta da Giorgini. «La natura opera con dimensioni spaziali e strumentali adeguate a infinite funzioni – sosteneva l’architetto – Imparare la lezione e reperire tecniche affini alla natura che consentano nuove realizzazioni significa creare strutture inattese, riscoprire il mondo interiore dell’uomo». (m.m.a.)
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