Il Tirreno

il dibattito

«Fusione, troppi lati oscuri»

Comune dei Cittadini ripropone la validità dell’Unione dei comuni

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CAMPIGLIA. Tutti i lati oscuri della fusione secondo Comune dei Cittadini. La lista civica sostiene che «più va avanti il dibattito tra Campiglia e Suvereto, più la decisione appare improvvisata e contraddittoria».

Quali ragioni? Non ci sarebbero studi in proposito. «I sostenitori snocciolano numeri sui contributi regionali e nazionali – si afferma – ma non forniscono dati sui costi della riorganizzazione che riguarderà, l’unificazione dei tributi (Imu compresa) e la revisione dei documenti anagrafici. Tra i benefici annoverano la deroga temporanea al patto di stabilità e annunciano investimenti per circa 7 milioni senza dire che circa 4 sono vincolati per insediamenti produttivi e piani di edilizia economica e popolare a Venturina, la cui realizzazione, vista la crisi, è quanto mai improbabile». Oltre ai dubbi risparmi in politica, la lista civica punta il dito sulla «diaspora» causata dalla «manifesta incapacità di chi ha governato: Piombino chiede di entrare nella provincia di Grosseto quando il governo dichiara di voler sciogliere le province; San Vincenzo e Sassetta associano le funzioni con Castagneto e Bibbona; Campiglia e Suvereto hanno deciso la mini-fusione dopo aver respinto la proposta della fusione dei comuni perché avrebbe fatto perdere loro l’identità». Comune dei Cittadini conclude giudicando la fusione una decisione frettolosa e propone di ripartire dall’unione dei comuni della Val di Cornia, unica soluzione in grado di «far svolgere a tutti un ruolo più incisivo nella risoluzione dei tanti problemi di questi territori».(f.r.)

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