Il Tirreno

In città il verde soffre

di Melisanda A. Massei
In città il verde soffre

Alcuni giardini curati, degrado in via da Vinci e a Cittadella

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PIOMBINO. La buona volontà è solo il primo passo nell’ordine delle cose che danno senso e vita ai giardini e ai parchi piombinesi.

Sì, perché se le intenzioni positive non mancano, non sempre i risultati sono all’altezza e per ogni giardino in ordine perfetto ce n’è sempre un altro dove le cose finiscono con l’andare assai meno bene di come previsto sulla carta.

Piazza Dante. La visione d’insieme è quella di un giardino sostanzialmente curato.

I cestini, questa è l’impressione, vengono svuotati regolarmente, le panchine, sebbene relativamente datate, appaiono in ordine e in buona quantità.

A terra poche o nessuna cartaccia, niente bottiglie, niente rifiuti organici. Il prato che fino a qualche giorno fa presentava qualche ciuffo d’erba di troppo è stato puntualmente potato.

Lungomare Marconi. Giardino curato, manto ben tenuto, con i giochi per i bambini distribuiti in buona quantità in proporzione allo spazio a disposizione.

Uno dei giardini più decorosi del territorio.

Piazza Costituzione. È uno dei parchi storicamente più recenti della città e già questo dovrebbe essere una garanzia forte della cura e della manutenzione delle sue singole parti. Presto detto: l’area monumenti, ad esempio, mostra un manto eccellente, molto meno la parte di prato in corrispondenza dell’angolo più ombroso della piazza (quello, per intendersi, in corrispondenza della vecchia edicola), attualmente transennato per permettere la crescita dell’erba di recente seminata.

Quando sarà possibile riaccedere al prato, forse, sarebbe da chiedere agli uccelli che - per l’ennesima volta - hanno fatto banchetto di buona parte dei semi.

Non moltissimi i giochi per i bimbi, che però hanno a disposizione l’unica giostra cittadina. Panchine e cestini, anche qui, sono in buono ordine.

Viale Amendola. I lavori di potatura dell’erba sono recenti. Una prima operazione risale a una decina di giorni fa, sebbene abbia avuto come conseguenza la permanenza - almeno fino a lunedì mattina - di un grosso mucchio di spighe e stoppie.

La seconda potatura risale appunto a lunedì.

Nella stessa occasione, oltre al covone delle spighe e stoppie, sono state rimosse altre erbacce, anche se diverse spighe permangono proprio in corrispondenza della zona con i (non moltissimi) giochi per i bambini.

Cattivo odore ovunque e il giallo del manto erboso che tradisce l’idea di freschezza suggerita dalle novità dell’area, il nuovo parcheggio, il nuovo resort, i giochi, i nuovi accessi al mare.

Cittadella. Le erbacce in prossimità dell’area colpita dalla frana non sono l’unica criticità di questo scorcio dell’area panoramica dalla città.

Proprio gli apprezzamenti di prato sono i punti - con buona pace delle panchine - dove si concentra la maggior delusione per l’erba alta e in molti punti secca.

L’autoirrigatore c’è, ma l’uso è tutto da mettere in dubbio.

Erba altissima, inoltre, all’interno della siepe di pitosforo sull’altro lato del marciapiede, l’unica, in pratica, rimasta rispetto al vecchio volto della piazza.

Via Leonardo da Vinci. La manutenzione è pressoché assente.

Le erbacce sono altissime, quasi mezzo metro, i rifiuti abbondanti, comprese le deiezioni canine, assenti in tutti gli altri siti.

Il giardino a cui si accede dalle scale appoggiate alle mura è chiuso di lunedì mattina nonostante il cartello «chiuso nei festivi».

Un’occhiata lanciata dalle scale consente comunque di capire che all’interno la cura dei prato non è propriamente delle migliori.

Orto dei Frati. Uno dei siti più curati. D’altronde l’inaugurazione risale a poco più di un anno fa.

Erba perfetta quasi in ogni punto (l’eccezione - più che lecita - è l’area dove giocano i bambini), rifiuti assenti. Qualche gioco in più, probabilmente, migliorerebbe la già ottima fruizione del parco.

Parco VIII Marzo. Una delle zone più frequentate dai bambini e dalle loro famiglie, è anche una delle zone, probabilmente, di maggiore soddisfazione per chi la frequenta: erba in ordine perfetto, pulizia, giochi in quantità, panchine e tavoli per tutti, grandi e piccini.

In ricordo del Giro. Non è un parco, ma si tratta comunque di uno scorcio a suo tempo allestito a scopi turistici.

E invece non solo le biciclette dell’installazione predisposta da Eraldo Ridi per la tappa piombinese del Giro d’Italia (correva l’anno 2011) sono ormai scolorite, ma l’erba cresciuta attorno copre quasi completamente la loro visuale.

Ma l’incontro tra arte e natura non sembra di quelli voluti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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