Attenzione
Brignetti, la terna in corsa per il premio
A luglio il verdetto: la giuria popolare sceglierà tra le opere di Abbadessa, Lecca e Canobbio
PORTOFERRAIO. “Capo scirocco” (Rizzoli), “La piramide di caffè” (Mondadori) e “Tre anni luce” (Feltrinelli), rispettivamente di Emanuela E. Abbadessa, Nicola Lecca e Andrea Canobbio sono i tre romanzi finalisti che si contenderanno la 41ª edizione del premio letterario internazionale “Isola d’Elba, Raffaello Brignetti”. Ne dà notizia il comitato promotore dell’iniziativa.
La giuria che recentemente si è riunita a Colle Val d’Elsa (è presieduta da Alberto Brandani, ne fanno parte Giorgio Barsotti, Mario Baudino, Marino Biondi, Francesco Carrassi, Giuseppe Conte, Teresa De Santis, Francesco Giorgino, Giuseppe Mascambruno, Giuseppe Neri, Massimo Onofri, Silvia Ronchey, Antonio Patuelli ed Ernesto Ferrero) ha selezionato questa terna finalista che adesso passerà al vaglio della giuria popolare. Anche i quaranta giudici popolari si potranno così pronunciare; i voti dei questi ultimi sommati a quelli della giuria letteraria determineranno, alla fine, l’opera che si aggiudicherà la palma d’onore.
Il nome dell’autore si conoscerà la mattina del 13 luglio e alle 21, nel chiostro del centro culturale De Laugier, si svolgerà la premiazione ufficiale alla presenza delle autorità civile e militari dell’Isola e di numerose altre personalità invitate per l’occasione. E vediamo di che cosa si tratta. Emanuela E. Abbadessa, nata a Catania dove ha insegnato storia della musica, oggi cura la comunicazione per l’orchestra sinfonica di Savona. Questo è il primo suo romanzo ambientato a fine Ottocento. Protagonisti di questa storia d’amore ambientato in Sicilia Rita Agnello, una bella nobildonna di gran carattere, e Luigi, un ragazzo approdato in Sicilia con pochi stracci e la sua potente voce da tenore. Il giovane è giunto a Capo Scirocco su un carro con un pianoforte a coda di cui però adesso ha perso le tracce. La signora lo accoglie a palazzo e gli offre un’educazione aristocratica. Nicola Lecca invece ambienta il suo romanzo, “La piramide del caffè”, nella Londra contemporanea. Protagonista Imi, un ragazzo ungherese di diciotto anni, che lasciato l’orfanatrofio in cui è vissuto, a bordo di un vecchio treno malandato corona il sogno della sua vita e giunge nella metropoli inglese, guadagnandosi da vivere in una caffetteria della catena Proper Coffee. Andrea Canobbio, infine nel suo romanzo “Tre anni luce” racconta la storia di Cecilia e Claudio, medici nello stesso ospedale, che imparano a parlarsi e a desiderarsi in un tempo cadenzato dalla ritualità dei pranzi, dall’infittirsi di conversazioni e confidenze. (lu.ci)
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