Sicurezza
Piombino in Maremma è ok
GROSSETO. Ormai la cancellazione delle Province la danno tutti per scontata. Ma, intanto, mentre il lento e farraginoso meccanismo dello Stato si mette in moto, le Province restano. E hanno le stesse...
GROSSETO. Ormai la cancellazione delle Province la danno tutti per scontata. Ma, intanto, mentre il lento e farraginoso meccanismo dello Stato si mette in moto, le Province restano. E hanno le stesse competenze, pur con sempre meno soldi. In questo contesto c’è il consiglio comunale di Piombino che vota per lasciare Livorno e abbracciare Grosseto: «È un segnale importante – commenta il presidente della Provincia, Leonardo Marras – È un’altra Toscana che non sta sull’A11 e sulla Fi-Pi-Li e che chiede una rappresentanza. Un’altra Toscana che parla di terra e di mare che spesso resta fuori dai giochi».
Intanto, però, il governo Letta ha messo nel programma la cancellazione delle Province. Non si sa come, né quando, però è previsto. Perché abolirle è ritenuto un modo per risparmiare, senza tener troppo conto dei problemi che ne conseguono. A che punto siamo presidente?
«Siamo in uno stallo pauroso. Non si sa quando la cancellazione ci sarà. E se ci sarà. Magari ci vorranno anni. Intanto noi abbiamo ancora le stesse competenze, ma ci tagliano i soldi. E ci sono situazioni paradossali, come Province che sono già scadute nelle quali il vecchio presidente va avanti con il ruolo di commissario».
Ma le competenze a chi andranno? «Non è del tutto chiaro. Se dovessero essere assorbite dalla Regione, andrà visto come. Faccio un esempio: parlare di agricoltura in Maremma non è come farlo a Pistoia, sono due mondi lontani, con interessi ed economie diverse. Se dovessero essere i sindaci, mi chiedo se avranno interesse ad occuparsi di un livello superiore o se si preoccuperanno solo della comunità che li ha eletti. Temo che si vada verso il caos».
Intanto Piombino cerca casa. «Cerca rappresentanza in una dimensione superiore a quella del Comune. Come detto, è una Toscana che sta sull’A12 e sulla Grosseto-Fano che apre il porto e il territorio ai mercati dell’Adriatico e dell’Est. Sono zone in difficoltà economica ma che, da questa nuova dimensione, possono trovare un rilancio».
Per la Maremma avere un porto commerciale non sarebbe cosa da poco. «Anzi, sarebbe una grande opportunità. La Maremma è il retro-porto naturale di Piombino. Penso anche alla logistica per le merci. Parliamo da tempo di un polo logistico. In questo contesto si potrebbe pensare davvero di farlo nella zona della piana di Scarlino, con la ferrovia e l’Aurelia a due passi. E poi non scordiamo la vicenda della Costa Concordia, anche questa lega i due territori».
Guido Fiorini
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