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Il segretario Pd Fabiani perplesso sulla Provincia

Il segretario Pd Fabiani perplesso sulla Provincia

«Più che spostare i confini istituzionali bisogna superarli con la politica Nell’Alta Maremma e nell’Arcipelago Toscano un brand eccezionale da riunire»

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PIOMBINO. Che nel Pd la delibera sul cambio di Provincia abbia generato qualche mal di pancia è cosa nota. Lo hanno confermato i diversi accenti usati dal segretario della Federazione Valerio Fabiani in consiglio comunale rispetto a quelli del sindaco. Molti hanno voluto interpretare la sua assenza durante il voto come un’aperta presa di distanze. Anche se lui precisa di non essere stato impegnato a Firenze nella riunione delle direzione regionale del partito, la diversità di impostazione sulla vicenda si ritrovano nelle sue dichiarazioni a freddo.

«Siamo per l’abolizione delle Province – sostiene infatti Fabiani – dentro una più ampia riforma delle istituzioni e la costituzione di un nuovo e più ampio ambito territoriale di riferimento che abbiamo chiamato dell’Alta Maremma e dell’Elba». Ed è questo a suo parere il senso della delibera, anche se affiancata alla risposta che il Consiglio doveva dare alla petizione dei cittadini. «Una petizione – precisa però – ormai di fatto superata dagli eventi, dalla mancata conversione in legge del decreto Monti che spingeva verso l’accorpamento di diverse Province e dalla diffusa consapevolezza che quel livello istituzionale debba essere cancellato».

Fabiani avrebbe voluto spostare l’asse della delibera verso la necessità di rafforzare in primo luogo i rapporti tra i comuni della Val di Cornia. «È proprio il superamento delle Province – sostiene – che mette in evidenza la necessità del territorio di riorganizzarsi, tendendo ad una maggiore integrazione dei comuni e al tempo stesso all’allargamento del nostro orizzonte, se volgiamo arginare il rischio di una marginalità di tutti i territori periferici».

Il territorio omogeneo a cui anche il segretario del Pd guarda è quello diviso dalla due Province, la Val di Cornia la parte settentrionale della Provincia di Grosseto e l’Elba, «Solo se queste diverse realtà sapranno stare insieme – sostiene – possiamo fare massa critica per reggere la competizione con altre realtà più grandi della Toscana».

È come dire che in questo momento lo spostamento dei confini tra le due Province c’entra poco e che la priorità è invece data alle scelte politiche. «Dentro questi nuovi confini potrebbe nascere un ampio bacino di eccellenza – sostiene Fabiani – in termini di produzione agricola, di politica di promozione turistica e marketing, facendo leva su uno straordinario brand, l’Alta Maremma e l’Arcipelago, capace di mettere insieme mare, borghi medievali e rinascimentali, storia industriale e mineraria, parchi e tradizione enogastronomica, nautica e portualità».

«Per questo – conclude – mi sono permesso di sollevare perplessità rispetto alla delibera, continuando a pensare che il problema non sia quello di spostare il confine istituzionale ma provare a superarlo con le politiche».

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