Il Tirreno

«Quel senso unico ci fa un danno enorme»

«Quel senso unico ci fa un danno enorme»

Marciana Marina: l’hotel Gabbiano Azzurro protesta per il nuovo piano del traffico voluto dal Comune

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MARCIANA MARINA. «Il nuovo senso unico è un danno enorme per la nostra attività, il Comune ha modificato la viabilità senza un minimo di concertazione». Sono bastate 48 ore di sperimentazione del nuovo piano del traffico di Marciana Marina per scatenare le prime proteste. In particolare è la proprietà dell’hotel Gabbiano Azzurro, struttura ricettiva storica del paese, ad esprimere un forte dissenso per la nuova impostazione del traffico, con particolare riferimento al senso unico previsto per viale Principe Amedeo. Con il nuovo piano il traffico in entrata nel paese gira al largo dalla struttura ricettiva che, ovviamente, non ha gradito e ha scritto una lettera di protesta all’assessore provinciale ai lavori pubblici Catalina Schezzini e all’amministrazione comunale, chiedendo un’inversione immediata del senso di marcia in viale Principe Amedeo. «La decisione è stata presa senza alcun riguardo per chi come noi ha un’attività da 40 anni a Marciana Marina e ininterrottamente ha mantenuto per anni aperto l’esercizio anche in inverno – ha spiegato Jacopo Bononi, proprietario dell’hotel Gabbiano Azzurro – la messa in sicurezza di viale Amedeo è una buona cosa, ma si potrebbe mantenere l’intervento fatto solo invertendo il senso di marcia».

Venerdì mattina i cittadini si sono trovati di fronte al nuovo senso unico. E se c’è chi apprezzato, non sono mancate le proteste di alcuni cittadini. Arrabbiati per motivi simili a quelli contestati dall’albergo. «Per noi l’esclusione del passaggio da Portoferraio sia in bassa stagione che in alta stagione comporterebbe una perdita di almeno un 20% del fatturato – aggiunge Bononi – invertire anche il traffico in via Martiri di Corfu e di Cefalonia rende irraggiungibile dai clienti il nostro parcheggio aggiuntivo in quella via». La modifica del piano del traffico non fa che acuire le divergenze fra la proprietà della struttura ricettiva e l’amministrazione comunale. «Sembra che vogliano penalizzarci – spiega Bononi – il Comune non ha risolto da anni il deprecabile stato di abbandono in cui versa il residence Saint Claire, frutto di un’incomprensibile scelta di trasformarlo in un residence per poi abbandonare i lavori. Il risultato? Il casermone fatiscente con uno stagno maleodorante al posto della piscina su cui metà della nostra clientela si affaccia e spesso abbandona per questo motivo le camere già prenotate».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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