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Ups: no sindaci nel comitato per la fusione

SUVERETO. Il progetto di fusione dei Comuni di Suvereto e Campiglia sarebbe un grave danno per i servizi ai cittadini e per il territorio, cancellando l’autonomia e l’identità di Suvereto. È questa...

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SUVERETO. Il progetto di fusione dei Comuni di Suvereto e Campiglia sarebbe un grave danno per i servizi ai cittadini e per il territorio, cancellando l’autonomia e l’identità di Suvereto. È questa la posizione che la lista civica Uniti per Suvereto ribadisce in una nota dopo che il comitato per il “sì” alla fusione ha voluto rendere noti i nomi dei propri sostenitori attivisti.

«Scorrendo i nomi dei componenti del comitato del sì alla fusione – afferma la nota di Ups – vediamo che si tratta prevalentemente del ceto politico locale con in testa i due sindaci, gli assessori, i dirigenti di partito e qualche dirigente e dipendente comunale di Campiglia. In pratica coloro che, a differenza dei normali cittadini, beneficerebbero della fusione. È la conferma che il progetto è guidato solo da motivazioni di carattere politico, mentre nulla ha a che vedere con gli interessi dei cittadini e dei territori».

Sindaci e uomini di partito, secondo Uniti per Suvereto, «hanno già apparati, uffici, mezzi e risorse per comunicare le loro idee; così invece di informare per far decidere liberamente i cittadini, fanno solo propaganda, perdendo chiaramente di credibilità». Inoltre «i sindaci e gli assessori che dovranno organizzare il referendum finale, si sono schierati da una parte invece di essere arbitri imparziali». In questo modo – secondo Ups – «il referendum non sarà libero. I sindaci e gli assessori si sarebbero dovuti preoccupare prima di tutto di informare correttamente e imparzialmente i cittadini. Ora, essendosi schierati da una parte, non potranno più farlo».

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