Il Tirreno

Piazza Bovio, la pedana resta lì

Piazza Bovio, la pedana resta lì

Trovato il compromesso, per ora saranno piazzate solo parte delle pietre

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PIOMBINO. Le pietre sotto il limite estremo della struttura. Lasciando la pedana dove si trova da 4 anni. Almeno ancora per un po’. «La soluzione migliore che si potesse immaginare per questo problema - commenta Mauro Carrara, nel gruppo di cittadini addetti al controllo dei lavori su piazza Bovio - I gestori del ristorante “La Rocchetta” si sono mostrati disponibili a rimuovere temporaneamente le “battute” a terra della struttura: il che permetterà di inserire le pietre al di sotto della pedana, annullando così lo stacco di colore».

Un domani, quando i privati avranno la possibilità e la disponibilità per la rimozione completa della pedana, sarà possibile ultimare la pavimentazione con le pietre in granito, che nel frattempo saranno conservate in magazzino.

Tutto, dunque - almeno per quanto possibile - risolto, così come è stato risolto, e proprio nella giornata di ieri, il punto relativo all’impalcatura adiacente il ristorante: il “gabbiotto” è stato smontato, e verrà sostituito con una struttura mobile, stagionale, nella parte frontale rispetto alla pedana. «Anche questo - commenta Carrara - è un risultato della totale disponibilità dei gestori del locale che hanno fatto tutto il possibile. Il problema della pedana, semmai, è legato al fatto che il Comune ha dato loro una concessione, peraltro definitiva, senza considerare che comunque, da lì a pochi anni, piazza Bovio sarebbe stata ristrutturata. E dire che era già attivo il percorso partecipato».

Probabile distrazione dell’amministrazione? «Non lo so - risponde lo storico piombinese - Fatto sta che in momenti come questi il lavoro deve essere tutelato, e quel ristorante dà da mangiare a diverse famiglie. Il problema della pedana è nato anche nel momento in cui si sono sviluppati dei personalismi all’interno del gruppo dei cittadini “sorveglianti”. Con delle tensioni che sarebbe stato meglio non creare». Tolto tutto questo resta il fatto che i lavori stanno procedendo bene e soprattutto «nel modo più corretto», con soluzioni, spiega Carrara, che non ha molto senso mettere a confronto con l’identità storica della piazza: «Così come la conosciamo piazza Bovio esiste solo dagli anni ’30 - spiega - Prima la parte al di là delle vecchie tamerici era sterrata. La nuova pavimentazione elimina l’inutile marciapiedi, ma ne riprende il motivo nel disegno. Senza contare l’importanza della nuova illuminazione a led. Meglio di così non si poteva fare».

Melisanda A. Massei

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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