Il dolore
Nel Pd è già lotta per succedere a Biagi
Bandini in pole position non si scopre, Camerini si defila e non rinnova la tessera, Cecchini si autopromuove
SAN VINCENZO. Non escludiamo che nei circoli Pd di Piombino, Campiglia, Suvereto e della stessa Federazione Val di Cornia-Elba la situazione non sia tutta rosa e fiori. No. Ma è indubbio che ciò che sta accadendo nel Pd di San Vincenzo abbia quantomeno risvolti e conseguenze unici in questo lembo di territorio. Ciò che sta avvenendo nel Pd locale è una vera diaspora, con dimissioni a raffica: Riccardo Giommetti, Walter Cappelli, Elena Cianchetta, Paolo Foti, Simone Camerini.
E’ altresì fuori discussione come le sorti dell’amministrazione comunale e quelle del Pd locale si fondano quasi in un tutt’uno: se l’uno va male, l’altro non va meglio. La reazione a catena pare inarrestabile, e la sensazione, a volte, è di assistere – ci sia passato il neologismo – ad una “schettinizzazione” diffusa: come con la Concordia all’Isola del Giglio, vari tra coloro che mandano la barca sembrano abbandonarla mentre gli urti con il sentire della comunità la fanno lentamente inabissare.
Perché gli urti con la comunità? Perché quest’amministrazione (la seconda guidata dal sindaco Michele Biagi) sta vivendo il momento forse più basso di gradimento da parte dei sanvincenzini. Ovunque ti trovi, che sia al bar, per strada, all’edicola o nelle discussioni virtuali su facebook, piovono critiche e a volte indignazione verso chi governa il territorio. Ed è naturale che ciò si riverberi sul Pd locale, il partito di maggioranza del luogo. Al contempo, quindi, mentre il Pd locale perde un pezzo dietro l’altro, qualcosa di simile è accaduto all’interno dell’amministrazione, con le dimissioni del consigliere Pd Alessandra Angelici e quelle clamorose e dense di critiche dell’ormai ex assessore al bilancio Franco Guidoni. E agli ultimi consigli comunali, la sensazione è stata quella di vedere un gruppo di maggioranza che va avanti per inerzia, quasi con stanchezza, e con molti scranni vuoti. Allo stesso tempo, si delinea la possibilità della formazione di una lista civica trasversale, in cui al momento non si sa che ruolo possa avere il neonato Movimento 5 Stelle.
E mentre nel partito di maggioranza la fuga è l’attività più in voga del momento, si cominciano anche a muovere le prime schermaglie della lotta per succedere a Biagi.
In pole position ci sono l’assessore all’urbanistica Alessandro Massimo Bandini e l’assessore ai lavori pubblici Elisa Cecchini, con alcuni outsider di tutto rispetto: il vicesindaco Fabio Camerini, il vicepresidente della Provincia Fausto Bonsignori, il consigliere provinciale Kety Pini (renziana), i giovani Riccardo Giommetti (attuale consigliere di maggioranza). In questo gioco delle parti, a tratti poco pirandelliano, gli unici a scoprire le carte - almeno per ora e almeno ufficialmente - sono Fabio Camerini ed Elisa Cecchini.
Il primo non solo non ha nessuna intenzione di presentarsi come candidato sindaco alle prossime comunali, ma non ha addirittura rinnovato la tessera del Pd perché non si riconosce più in tale partito. «Non ho alcuna intenzione di candidarmi a sindaco – dice Camerini – anche se ci sono persone che mi stanno chiedendo di candidarmi. Ma lo escludo definitivamente. È evidente che nel Pd locale non c’è dialogo su determinati argomenti, come l’autostrada Tirrenica o la Parchi, tanto per fare due esempi. Il Pd, qui, non c’è. A livello nazionale e locale non credo più nel Pd e non mi ci riconosco. Non ho rinnovato la tessera e non lo rinnoverò. Ciò che vorrei sottolineare – prosegue il vicesindaco – è che in questi anni ho lavorato in modo ottimale con Biagi, persona onesta e aperta, e con la giunta. Perché non mi dimetto? Perché voglio finire il mio mandato sulle questioni della scuola e della cultura, di cui sono soddisfatto».
Elisa Cecchini, dal canto suo, ammette i problemi nel Pd locale e dell’amministrazione, ma non è d’accordo con chi «abbandona la nave mentre va a fondo». Cecchini, sul ruolo di prossimo sindaco, non ha dubbi: se la gente vorrà, lei non si tirerà indietro. «O ci si crede fino in fondo – dice Cecchini – o non ci si crede fin dall’inizio. Non mi piace chi getta la spugna. Si cerca di raddrizzare il timone della nave che sbanda. C’è immobilismo, qui, e non fa bene a nessuno. Per quanto riguarda la mia eventuale candidatura a sindaco, lo deciderà la gente con le primarie. Se sarò scelta come candidato, non mi tirerò indietro. Credo di averne le capacità – conclude – e che sarebbe l’ora di vedere un sindaco donna a San Vincenzo».
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