Gioco
Accordo per far ripartire l’Italian Food
Incontro in Regione fra azienda, enti locali e sindacati: un programma con vari livelli d’intervento
VENTURINA. Si è svolto ieri all’assessorato regionale all’agricoltura, l’atteso incontro sull’Italian Food a rischio chiusura. Erano presenti, oltre all’assessore regionale Gianni Salvadori, il sindaco Rossana Soffritti e l’assessore campigliese alle attività produttive Paolo Pedroni, l’assessore all’agricoltura della provincia di Livorno Paolo Pacini, i sindacalisti Michele Rossi e Federico Mambrini per Cgil e Uil, Pasquale Petti, amministratore delegato dell’Italian Food, e Luciano Bianchi e Antonio De Nicco, rispettivamente direttore dello stabilimento di Venturina e direttore tecnico. Tutti i presenti hanno riconosciuto la difficoltà della situazione, espresso preoccupazione per quanto emerso e tutti si sono dati l’obiettivo della permanenza dell’azienda a Venturina, permettendo così lo sviluppo dell’intera filiera ad essa collegata e le risposte occupazionali conseguenti.
Nel quadro della conferma del protocollo firmato nel 2011 tra l’azienda e le istituzioni, si è formato un accordo su vari punti. Innanzitutto «la ricerca di un rapporto con la grande distribuzione organizzata toscana tale da permettere un’ulteriore valorizzazione del pomodoro di origine regionale». Lo scopo è quello di favorire l’ingresso dei prodotti Italian Food nei supermercati Coop e Conad.
Altro punto è l’«approfondimento con il sistema bancario delle condizioni esistenti che permettano a Italian Food di rispondere alle esigenze del mercato». Alla luce della legge che impone di pagare il pomodoro fresco a 30 giorni, si vogliono trovare le condizioni per la concessioni delle anticipazioni finanziarie necessarie per effettuare quei pagamenti.
Poi, l’«avvio del percorso che porti a collocare Italian Food all’interno del distretto del pomodoro area centro nord» E anche l’«immediata richiesta di confronto con il ministero dell’economia» che consenta di verificare lo stato del finanziamento di 20 milioni di euro ai fini della delocalizzazione dello stabilimento.
L’accordo prevede inoltre un «confronto con i produttori e con le associazioni di loro rappresentanza allo scopo di condividere la situazione esistente e procedere per la campagna 2013». Questo era un punto importante per l’azienda, perché, secondo le parole di Petti, «non volevamo che si ripetesse la situazione dello scorso anno, quando i produttori hanno aumentato il prezzo per ben due volte nel corso della campagna; è importante stabilire un prezzo e che questo rimanga fisso».
E ancora: la «costituzione di un tavolo tecnico per la valutazione delle difficoltà connesse alla depurazione delle acque». Si vorrebbe poter abbattere le tariffe della depurazione, attualmente di 1,57 euro al metro cubo, che salgono a 2 con i costi aggiuntivi. Un prezzo accettabile sarebbe per Petti di 1,20 euro al metro cubo. A questi punti si aggiunge l’impegno per un successivo appuntamento di verifica a fine mese.
«Sono soddisfatto dell’incontro – dice Pasquale Petti – ho apprezzato la risposta immediata ai problemi segnalati e la volontà di salvaguardare i posti di lavoro. Mi aspetto che si faccia il massimo possibile per soluzioni concrete per poter lavorare».
Francesco Rossi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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