Il Tirreno

Continua a far discutere la revoca dei 200 coordinatori sanitari

L’input sembra quello classico dell’abbassare i toni. L’accordo sulla riorganizzazione dell’Asl ,però, è destinato a far discutere . Tra sindacati e sindacati. Tra azienda e almeno una parte delle...

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L’input sembra quello classico dell’abbassare i toni. L’accordo sulla riorganizzazione dell’Asl ,però, è destinato a far discutere . Tra sindacati e sindacati. Tra azienda e almeno una parte delle organizzazioni di categoria.

Al centro, ancora la richiesta di Cgil, Cisl e Uil regionali di revocare la cancellazione delle 200 attuali figure di quadri intermedi (tra coordinatori e posizioni organizzative) in tutto il territorio aziendale, decisa dalla direzione.

D’altra parte 200 figure professionali che da un giorno all’altro, magari dopo vent’anni vissuti in quel ruolo, vengono cancellate, non sono cosa facile da digerire. Neanche in presenza di un accordo parallelo che prevede 74 assunzioni tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato. Che non andranno ad infoltire le piante organiche attuali. Permetteranno di coprire il turn over dei pensionamenti ed eventuali altre uscite.

Nello stesso accordo - sottoscritto da Cgil, Cisl e Fials - faceva parte anche il punto sul conferimento degli incarichi di posizione organizzativa e di coordinamento e se ne stabilivano i criteri di assegnazione. Pochi giorni dopo la direttrice Monica Calamai ha azzerato tout court i 200 quadri. Una decisione che ha indotto i vertici regionali dei sindacati confederali a chiedere l’apertura di un negoziato per cancellare questa revoca. Da Firenze, Cgil, Cisl e Uil hanno palesato una forzatura e una incongruenza con la decisione di Monica Calamai e i contenuti delle norme contrattuali. Di rimando, l’azienda ha fermato le trattative.

La questione, dunque, è destinata ancora a far discutere.

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