Attenzione
Tra arredi e software come cambia il Castello
PIOMBINO. Per vederlo nella sua veste rinnovata bisognerà aspettare fino a luglio, ma intanto, il Castello, va cambiando faccia. Lo scopo, attrezzare l’antico edificio per l’accoglienza delle...
PIOMBINO. Per vederlo nella sua veste rinnovata bisognerà aspettare fino a luglio, ma intanto, il Castello, va cambiando faccia. Lo scopo, attrezzare l’antico edificio per l’accoglienza delle ceramiche che nel 2003 furono rinvenute presso la chiesa di Sant’Antimo ai Canali e delle teste originali - scolpite nella bottega di Nicola Pisano - delle Fonti di Marina.
I lavori sono cominciati da alcuni mesi.
Entro giugno saranno pronti gli arredi (Acme04 di San Giuliano Terme vincitrice del bando per la cifra di 51 mila 825 euro). Stessi termini imposti alla ditta che si è aggiudicata la gara per le forniture multimediali, la Avuelle srl di Calenzano (14 mila e 476 euro, con un ribasso di 32,10 %). Per il 5 luglio, inoltre, è attesa la consegna dei software, con la Magenta srl assegnataria delle operazioni di elaborazione delle interfacce multimediali, ovvero le tracce narrative e l’organigramma delle singole interfacce per ognuna delle nove postazioni (previste dal nuovo allestimento).
Entro il 9 maggio la Magenta dovrà ricevere anche i contenuti necessari per le postazioni: quei testi, cioè, che il visitatore o il turista avranno la possibilità di consultare facendo scorrere le loro dita sui nove dispositivi elettronici piazzati nei vari angoli del castello.
Daniela Franchi, tecnico qualificato in restauri, è stata incaricata dell’assistenza al cantiere, specie per quanto riguarda le operazioni di imballaggio del materiale archeologico esistente, mentre alla ditta Tosi di Venturina è stata assegnato l’adeguamento dell’impiantistica esistente.
Tutto ciò secondo la doppia direzione dei lavori da parte dello studio fiorentino Bartolini Fiamminghi (che si occupa di tutto ciò che concerne la rimodulazione della struttura) e il Dipartimento di archeologia e storia delle arti dell’università di Siena, che fin dal 2003 gestisce assieme a Parchi Val di Cornia e al Comune il progetto di rimusealizzazione delle ceramiche. Spesa totale, 445 mila euro circa, con alcune voci che sono state riorganizzate di recente, ma senza incidere nel computo finale.
Che prevede, guardando alle voci più significative, un totale di 227 mila euro per forniture multimediali (45 mila) e arredi e grafiche (181 mila).
Un riallestimento, quello del Castello e del suo Museo, che il presidente della Parchi Luca Sbrilli già nei mesi scorsi definì «difficile» e che proprio attraverso i particolari degli incarichi da assegnare e l’elenco dei punti spesa rivela tutta la sua complessità.
Il risultato sarà un nuovo museo concepito secondo i moderni canoni di allestimento e di organizzazione, con percorsi specifici validi anche per la didattica, oltre che per l’approfondimento “turistico”. Per il Castello è la prima grande “svolta” in dodici anni.
La sua inaugurazione dopo il grande restauro di inizio millennio risale infatti al 2001.
Melisanda Massei Autunnali
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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