Il Tirreno

Un gemellaggio nel segno di Icaro

I giovani disabili dell’Elba si sono incontrati con quelli di Sesto San Giovanni

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PORTOFERRAIO. Gemellaggio dei ragazzi elbani con coetanei di Sesto san Giovanni (Milano). Il tuttonel segno di Icaro, il progetto dedicato ai ragazzi diversamente abili. I “milanesi” erano stati nostri ospiti durante Marelba 2012, partecipando alle attività acquatiche, a gite in barca a vela lungo l’Elba e Pianosa, a trekking e a escursioni su Monte Capanne in cabinovia. Ora i ragazzi elbani hanno contraccambiato la visita, facendo un’esperienza “alpina” presso il rifugio “La valle del Drago”, dove erano alloggiati da gestori, che avevano messo a disposizione per noi e per gli amici di Sesto l’ intera struttura ricettiva. Dopo la prima mattina presso la piscina di San Pellegrino in Alpe con l’assistenza dell’istruttore Adalberto Bertucci, i ragazzi si sono immersi in una serie di attività tipiche della zona: la visita ad un vecchio mulino, dove abbiamo visto fare la farina di ceci ma presso il quale gli stessi ragazzi hanno potuto partecipare direttamente e attivamente alla spremitura delle noci per ricavarne l’ olio, ai laboratori di tessitura e di arte terapia, al massaggio shiatsu, alla visita al caseificio, seguito dalla diretta partecipazione di tutti alla preparazione del formaggio, alla visita all’ agriturismo ed alla fattoria, dove è stato possibile partecipare alla mungitura delle mucche e delle caprette, alla visita ad una scuola media dove gli stessi ragazzi, che personalmente hanno curato l’ allestimento di un piccolo museo naturalistico, hanno fatto da guida a noi ospiti nell’ illustrare i singoli animali e minerali esposti. «Al di là delle singole attività – dice Alessandro Davini, presidente Marelba e responsabile del ‘Progetto Icaro’ - l’ esperienza è stata preziosa sia perché ha permesso una socializzazione e una compartecipazione notevoli, sia perché ha fornito a ragazzi che certamente ne hanno bisogno, tutta una serie di esperienze e di stimoli che ben difficilmente potevano ricevere in altro modo, quanto meno così concentrate in poco tempo. L’ armonia che si è creata nel gruppo è stata ben espressa la sera dell’ ultimo giorno, quando tutti hanno manifestato ciò che ne avevano ricavato, ragazzi genitori ed educatori».

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