Il Tirreno

In corteo a Roma per non far morire la siderurgia

In corteo a Roma per non far morire la siderurgia

Oltre 600 lavoratori piombinesi in piazza Ss Apostoli. Sindacalisti dal presidente della Camera Boldrini

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A Roma per difendere la siderurgia. Dieci pullman sono partiti all’alba da Piombino e dai centri vicini per portare i lavoratori della Lucchini, della Magona, delle Dalmine e delle imprese nella capitale, dove è prevista una manifestazione in piazza Santi Apostoli. Una delegazione di sindacalisti sarà quindi ricevuta a Montecitorio dalla presidente della Camera Laura Boldrini e dalla vicepresidente del Senato Valeria Fedeli. Insieme ai metalmeccanici piombinesi ci saranno anche quelli degli altri stabilimenti del Gruppo Lucchini (Trieste, Condove e Lecco) e delegazioni dell’Ilva di Taranto e Novi Ligure.

I bus sosteranno all’Esquilino, da dove poi i lavoratori in corteo raggiungeranno piazza Santi Apostoli. Alla manifestazione, organizzata di Fim, Fiom e Uilm, parteciperà autonomamente anche il movimento “5 Stelle”, che ha dato appuntamento ai propri sostenitori per le 6,53 alla stazione di Campiglia. A fianco dei lavoratori anche il sindaco Gianni Anselmi, gli onorevoli del Pd Andrea Manciulli e Silvia Velo e l’onorevole Francesco Ferrara, coordinatore della segreteria nazionale di Sel.

Il significato della manifestazione è stato sintetizzato dal segretario della Fiom Maurizio Landini, ieri a Firenze per un’assemblea regionale del sindacato. «Un Paese industriale senza il settore siderurgico non è un Paese industriale», ha sottolineato Landini, aggiungendo che «servono investimenti perché si deve produrre senza inquinare, senza far morire le persone che lavorano. Chiediamo che un governo degno di questo nome convochi dei tavoli, mettendovi intorno gli imprenditori e i sindacato per delineare scelte di questa natura».

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